Home > Approfondimenti > Scuole sotto assedio o fantasia ideologica

Scuole sotto assedio o fantasia ideologica

Quando il timore della ‘militarizzazione’ diventa un alibi

Luisa Ciuni

Tempo di Lettura: 4 min
Scuole sotto assedio o fantasia ideologica

Il titolo è di quelli che si fa fatica a capire e a credere: “Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università”. Stanno parlando dell’Italia, Paese che da sempre taglia fondi e scoraggia le Forze Armate, o della più spendacciona Corea del Nord? Cancellando la casella Corea del Nord (perché pare proprio non capiscano che Trump ha deciso di non proteggere più l’Europa e che, caso mai fosse necessario, non siamo in grado di sparare nemmeno a un pinguino in Groenlandia) e andando avanti, eccoci a un comunicato del liceo Pilo Albertelli di Roma in cui 120 genitori si stracciano le vesti per ciò che accade nella scuola italiana dove, contro ogni criterio democratico, serpeggerebbe una certa “promozione delle carriere in divisa”.

Posto che le Forze Armate di un paese democratico sono a loro volta – e fino a prova contraria – anch’esse democratiche, è possibile che per “militarizzazione della scuola” si intenda quel tentativo (per altro abortito) di istituire a Bologna un corso di Filosofia per militari? Un’idea mica male in un Paese di poche lauree mal distribuite come il nostro, ma che ha tuttavia trovato l’ostilità di molti. Per non dire poi che la filosofia non è certo materia da guerrafondai.

Vediamo però di cosa dobbiamo avere paura, stando ai genitori dell’Albertarelli che temono di trovarsi Pierino in grigioverde e che si rivolgono addirittura alla presidenza del Consiglio. La casistica esposta si occupa di tutto il Paese passando per alcuni episodi salienti. Il primo ha luogo a Venezia dove “una campagna mediatica insidiosa innescata da un opinionista e da una forza politica di destra ha portato a una interrogazione parlamentare riguardo alle attività organizzate dal collegio docenti sulla situazione in Palestina in collaborazione con l’università Ca’ Foscari e l’ong Emergency”.

Di che cosa si sia trattato non viene detto, ma non ci vuole molto a capire che stiamo parlando di un dibattito di Propal e anche probabilmente pro-Hamas, che non rappresenta certo la democrazia incarnata.

Scorrendo gli esempi riportati, troviamo il liceo scientifico Plinio Seniore di Roma dove un gruppo di destra ha impedito un dibattito su Nicolás Maduro, i webinar con Francesca Albanese saltati in Toscana e la ricerca – “immotivata” secondo i firmatari dell’appello – del ministero dell’Istruzione per ottenere i nomi degli studenti palestinesi nelle varie scuole d’Italia.

È chiaro che per gli estensori dell’appello un dibattito con la Albanese o una furente assemblea sul genocidio a Gaza stillano democrazia. Senza contraddittorio e con un po’ di antisemitismo, rappresentano l’ideale. Ma al di là di ciò – che appartiene al mondo delle opinioni – non è affatto chiaro che cosa sia stato impedito dal governo. Il documento non lo dice, ma prosegue con parole che lasciano a dir poco meravigliati: “Queste ingerenze politiche tentano di trasformare la scuola in un organismo di propaganda finalizzato a costruire consenso verso i propri alleati geopolitici o addirittura a promuovere una narrazione militaresca che prelude a imprese belliche ripudiate dalla nostra Costituzione”.

Non è più chiaro nulla. Sono stati fermati dei dibattiti propal e, giusto o sbagliato che sia, si tratta di questioni di politica internazionale. Ed è in base a questo che si starebbe militarizzando la scuola o preparando il Paese alla guerra cercando di trasformare i ragazzi in soldatini? Difficile capire da cosa sia stata generata un’idea del genere che però è sembrata tutt’altro che astratta a genitori che chiedono che vengano moltiplicate le azioni pubbliche e legali contro il progetto “autoritario e anticostituzionale”.

Nel documento si cita spesso Pietro Calamandrei, uno dei padri della nostra Costituzione. Non sappiamo che cosa ne avrebbe pensato, eppure io ho una certezza: avrebbe rimandato indietro il documento corretto in rosso e blu. Molto blu.


Scuole sotto assedio o fantasia ideologica