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Scandalo in Francia, il veleno che passa dai manuali scolastici

Un testo per il baccalauréat riscrive il 7 ottobre e apre una falla inquietante nel sistema educativo.

Paolo Montesi

Tempo di Lettura: 4 min
Scandalo in Francia, il veleno che passa dai manuali scolastici

In Francia è esploso uno scandalo che va ben oltre il perimetro di una polemica editoriale e tocca un nervo scoperto del sistema educativo repubblicano. Al centro della vicenda c’è un manuale di revisione destinato agli studenti che si preparano al baccalauréat, l’esame di maturità che conclude il percorso delle scuole superiori e che rappresenta, per milioni di ragazzi, un passaggio decisivo non solo sul piano scolastico ma anche simbolico. Il bac non è un semplice test finale: è lo strumento con cui lo Stato certifica un livello di conoscenze e, implicitamente, una capacità di orientarsi nel mondo contemporaneo. Proprio per questo ciò che entra in quei manuali conta, pesa e lascia tracce profonde per tutta la vita culturale e civile dello studente che diventa cittadino.

Il testo finito sotto accusa è stato pubblicato da Hachette, uno dei colossi storici dell’editoria francese ed europea, da decenni fornitore privilegiato di materiali scolastici e parascolastici. In un passaggio dedicato all’attacco del 7 ottobre 2023, il manuale proponeva una ricostruzione che ha suscitato sconcerto e indignazione, perché descriveva l’uccisione di oltre 1.200 persone come la morte di “coloni ebrei” nel corso di una generica sequenza di violenze, senza qualificare adeguatamente la natura dell’azione né i suoi responsabili. Una formulazione che, nella sua apparente neutralità, finiva per stravolgere i fatti, attenuando la portata del massacro e introducendo un’idea di equivalenza che non regge alla prova della realtà.

Il punto ovviamente non è solo una questione terminologica. Definire in quel modo le vittime, che vivevano all’interno dei confini internazionalmente riconosciuti di Israele, e omettere il riferimento esplicito a Hamas come autore dell’attacco, significa spostare l’asse interpretativo e suggerire implicitamente una lettura che diventa una ripugnante giustificazione. È qui che il problema è apertamente politico e culturale prima ancora che didattico, perché quel tipo di riscrittura non resta confinata sulla carta ma entra nel circuito della formazione, si deposita nelle menti di studenti che si affidano a quei testi per comprendere eventi complessi e drammatici.

Di fronte alle proteste, alle prese di posizione di insegnanti, associazioni e rappresentanti istituzionali, Hachette ha ritirato il manuale e ha riconosciuto l’errore, parlando di una formulazione inaccettabile. Il gesto è stato necessario, ma non basta a chiudere la questione. Resta infatti la sensazione di un cedimento più profondo, di una vigilanza allentata proprio in un ambito che dovrebbe essere presidiato con il massimo rigore. Un manuale di revisione non è un pamphlet militante né un post sui social: è uno strumento che si inserisce nel sistema venoso dell’educazione, circola silenziosamente, viene assimilato senza troppe difese critiche.

Questo episodio mostra quanto sia fragile l’equilibrio tra informazione, scuola e conflitti contemporanei, e quanto facilmente possa insinuarsi una distorsione che, magari in nome di una presunta semplificazione o di un malinteso equilibrio, finisce per alterare i fatti. In un momento storico segnato da una crescita dell’antisemitismo e da una polarizzazione crescente del dibattito pubblico, l’idea che simili ambiguità possano trovare spazio nei materiali destinati agli studenti è motivo di seria preoccupazione.

Il caso del manuale per il bac non è dunque un incidente marginale, ma – per chi lo voglia sentire – un campanello d’allarme e ricorda a noi tutti che l’educazione non è un terreno neutro e che ogni concessione alla confusione o all’approssimazione rischia di produrre effetti duraturi. Nelle aule scolastiche non si prepara soltanto un esame ma si formano cittadinanze. E quando il veleno entra nei libri, il danno non è immediato, ma profondo, lento e, noi tutti sappiamo quanto, difficile da estirpare.


Scandalo in Francia, il veleno che passa dai manuali scolastici
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