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Rehavam Zeevi (1926–2001)

Setteottobre

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Rehavam Zeevi (1926–2001)

Chi è

Generale, politico e fondatore del partito Moledet. Figura controversa della destra israeliana, è ricordato tanto per il suo ruolo militare quanto per le posizioni radicali sul conflitto israelo-palestinese. Fu assassinato a Gerusalemme nel 2001.

Funzione

Zeevi è stato un uomo di apparato e, insieme, un politico identitario. Nella sua carriera ha incarnato una linea dura, fondata sull’idea che il conflitto non fosse risolvibile attraverso compromessi territoriali. La sua proposta più nota, il “trasferimento” della popolazione araba dai territori, lo ha reso una figura divisiva, sostenuta da alcuni e respinta da molti altri.

Percorso

Nato nel Mandato britannico, entrò presto nelle file delle organizzazioni ebraiche pre-statali e poi nell’esercito israeliano, dove fece carriera fino al grado di generale. Dopo il ritiro dall’IDF, passò alla politica e fondò Moledet, un partito piccolo ma ideologicamente molto netto. Nel 2001 entrò nel governo di unità nazionale come ministro del Turismo. Pochi mesi dopo, nell’ottobre dello stesso anno, fu ucciso da un commando del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina in un hotel di Gerusalemme.

Profilo

Zeevi univa un’immagine da ufficiale austero a una forte carica ideologica. Era anche un conoscitore della geografia e della storia della Terra d’Israele, con un interesse quasi ossessivo per i luoghi e i nomi. Parlava un linguaggio diretto, spesso brutale, che rifletteva una visione del conflitto come scontro irriducibile.

Perché conta

Rehavam Zeevi continua a dividere perché rappresenta una linea che non è mai scomparsa del tutto dal dibattito israeliano: l’idea che il conflitto possa essere risolto solo attraverso una separazione netta e forzata. La sua storia mostra quanto, in Israele, sicurezza, politica e identità restino intrecciate in modo difficile da sciogliere.