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Rav Kook

Setteottobre

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Rav Kook

Chi era

Avraham Yitzhak HaCohen Kook, noto come Rav Kook, nacque nel 1865 nell’attuale Lettonia e morì nel 1935 a Gerusalemme. Fu il primo Rabbino Capo ashkenazita della Palestina mandataria e una delle figure più profonde, complesse e fraintese dell’ebraismo moderno.

Un rabbino fuori schema

Rav Kook non fu un rabbino “di apparato”. Era un pensatore originale, mistico, filosofo, capace di tenere insieme mondi che altri consideravano inconciliabili: tradizione e modernità, religione e laicità, halakhà e storia. Non parlava per slogan, ma per visioni lunghe e stratificate.

Sionismo e redenzione

La sua idea più dirompente riguarda il sionismo. Rav Kook vedeva nel ritorno ebraico alla terra di Israele un processo redentivo, anche quando guidato da pionieri laici e spesso antireligiosi. Per lui, anche chi non credeva stava comunque partecipando, inconsapevolmente, a un disegno storico più grande.

La santità del processo, non dei singoli

Rav Kook non idealizzava ogni atto politico o umano. Distinse sempre tra il processo storico, che considerava carico di significato spirituale, e i comportamenti concreti, che potevano essere moralmente discutibili. È una distinzione chiave, spesso ignorata nelle letture semplificate del suo pensiero.

Un pensiero mistico, non ideologico

Il suo linguaggio era quello della mistica ebraica, non della propaganda. Parlava di unità profonda della realtà, di crescita graduale, di tensione creativa tra opposti. Questo rende i suoi scritti difficili, ma anche immuni dalla banalizzazione, se letti con onestà.

Rav Kook e il nazionalismo religioso

Dopo la sua morte, parti del suo pensiero sono state utilizzate dal sionismo religioso più ideologico. Ma ridurlo a padre spirituale del messianismo politico è una forzatura. Rav Kook non predicava scorciatoie, né sacralizzava il potere o la forza in quanto tali.

Un rabbino della complessità

Rav Kook credeva che la storia ebraica moderna fosse attraversata da contraddizioni inevitabili e necessarie. Non proponeva soluzioni semplici, ma un atteggiamento: tenere insieme fede, responsabilità morale e consapevolezza storica.

Perché conta

Rav Kook è una figura chiave per capire il rapporto, tuttora irrisolto, tra religione e Stato in Israele. È il punto in cui spiritualità, politica e storia si toccano senza fondersi.Capirlo significa accettare che il sionismo non è stato solo un progetto politico ma è stato anche una visione del mondo.


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