Tema: quanto era bravo il signor Hitler. Sembra che sia proprio questo il tono ripugnante ad ispirare le lezioni negli istituti inglesi del Qatar. Il marchio dell’istruzione britannica, venduto come garanzia di rigore e apertura, finisce infatti al centro di una contraddizione che riguarda programmi, contenuti e responsabilità. Un’inchiesta del Sunday Telegraph porta alla luce ciò che accade nelle scuole britanniche attive in Qatar, dove gli istituti privati più prestigiosi operano sotto vincoli stringenti e adottano manuali approvati dalle autorità locali, con effetti che mettono in discussione l’idea stessa di educazione internazionale.
Secondo quanto emerge, nei libri di storia aggiornati al 2025 il capitolo dedicato alla Germania nazista evita completamente il riferimento allo sterminio degli ebrei, mentre invita gli studenti ad avvicinarsi al Mein Kampf come testo da conoscere. Le idee razziste di Adolf Hitler vengono citate in modo generico e decontestualizzato, mentre l’impianto complessivo riduce il nazismo a una sequenza di obiettivi politici e militari. La conseguenza è una rappresentazione monca, che sottrae agli studenti la comprensione di ciò che ha definito il Novecento.
Il quadro si fa ancora più netto nei manuali di studi islamici adottati nelle stesse scuole, dove compaiono passaggi esplicitamente ostili agli ebrei, descritti come “malvagi” per aver rifiutato l’Islam nel VII secolo. In testi destinati a studenti più grandi si invita inoltre a respingere qualsiasi ipotesi di compromesso con Israele, presentato come una realtà illegittima su una terra definita interamente islamica. Non si tratta di materiali opzionali, perché la normativa qatarina impone l’uso di questi libri a tutti gli studenti, senza eccezioni, e ne garantisce la diffusione nelle biblioteche scolastiche.
Il punto critico non riguarda soltanto i contenuti, ma il meccanismo che li rende inevitabili. Le scuole britanniche presenti nel Paese, tra cui Sherborne School, King’s College Taunton e Royal Grammar School Guildford, attirano famiglie internazionali e generano entrate rilevanti, presentandosi come estensioni di un modello educativo fondato su pensiero critico e pluralismo. Tuttavia, per operare devono aderire alle direttive locali su alcune materie chiave, accettando di fatto un doppio binario che mette in tensione identità dichiarata e pratica quotidiana.
Le testimonianze raccolte dal quotidiano britannico aggiungono un elemento ulteriore. Un’insegnante, rimasta anonima, racconta di essere stata costretta a eliminare il termine “ebreo” dai materiali didattici e descrive un clima in cui affermare l’esistenza di Israele può comportare conseguenze disciplinari o legali. In questo contesto, alcuni studenti arrivano a esprimere ammirazione per Hitler, segnale che il problema non resta confinato nei manuali ma attraversa la vita scolastica.
Anche fuori dalle aule emergono segnali coerenti con questa impostazione. Dopo il 7 ottobre 2023, una comunicazione inviata ai genitori da una scuola britannica a Doha esprimeva sostegno alla causa palestinese e incoraggiava iniziative simboliche tra gli studenti, mentre nel campus comparivano messaggi celebrativi dei “martiri di Al-Aqsa”. Si tratta di episodi che, presi insieme, delineano un ambiente in cui la dimensione educativa si intreccia con una precisa linea politica.
Le reazioni non si sono fatte attendere. L’Association of Jewish Refugees ha definito “moralmente ingiustificabile” l’uso di questi materiali, parlando apertamente di un insulto alla memoria storica. La questione, però, non riguarda solo una comunità, perché chiama in causa il senso stesso di scuola internazionale in contesti dove l’autonomia educativa è limitata. Le istituzioni coinvolte ribadiscono di seguire un curriculum britannico e di promuovere curiosità e fiducia negli studenti, ma la distanza tra dichiarazioni e contenuti effettivi appare difficile da colmare.
Il caso solleva una domanda che va oltre il Qatar e riguarda tutte le reti scolastiche globali: fino a che punto è possibile esportare un modello educativo senza accettare compromessi che ne svuotano i principi? Quando la memoria storica viene attenuata e sostituita da versioni parziali o ostili, la scuola smette di essere uno spazio di conoscenza e diventa uno strumento di trasmissione ideologica. E a quel punto il problema non è più locale, perché riguarda la credibilità di un intero sistema.
Qatar. Nelle scuole inglesi lezione di Mein Kampf