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Orde Charles Wingate. L’inglese che insegnò agli ebrei a combattere

Setteottobre

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Orde Charles Wingate. L’inglese che insegnò agli ebrei a combattere

Ufficiale britannico, mistico, indisciplinato. In Palestina creò un metodo militare che ha lasciato tracce profonde nell’Israele di oggi, ma anche una lunga scia di ambiguità.

Ogni volta che in Israele si parla di spirito offensivo, iniziativa, guerra notturna e superiorità qualitativa, prima o poi salta fuori il nome di Orde Charles Wingate. Non come icona folcloristica, ma come snodo storico. Wingate non è il “padre” dell’esercito israeliano, eppure senza Wingate una parte del suo DNA sarebbe diversa. Capirlo serve non per celebrarlo, ma per capire come nasce una certa idea di guerra.

Il contesto

Siamo nella Palestina mandataria alla fine degli anni Trenta. La rivolta araba del 1936–1939 mette sotto pressione il controllo britannico e colpisce duramente gli insediamenti ebraici. Londra prova a tenere insieme ordine imperiale, equilibri locali e interessi strategici, ma sul terreno la situazione è caotica. È qui che arriva Wingate: ufficiale brillante, carattere ingestibile, fede cristiana vissuta come missione personale. A differenza di molti colleghi, non vede gli ebrei solo come un problema amministrativo, ma come un soggetto politico e militare in formazione.

Il fatto chiave

Nel 1938 Wingate crea le Special Night Squads: piccoli reparti misti anglo-ebraici che operano di notte, con azioni rapide, imboscate, inseguimenti mirati. Non aspettano l’attacco, lo anticipano. Non presidiano soltanto, colpiscono. È una rottura netta con l’approccio difensivo dominante. Per molti combattenti ebrei è una scuola accelerata che prevede addestramento duro, disciplina, conoscenza del terreno, uso sistematico dell’intelligence. Qui nasce una lezione che verrà assorbita, adattata e resa strutturale negli anni successivi.

Perché è importante

Per Wingate la difesa passiva è una scommessa persa. La sopravvivenza passa per l’iniziativa, la mobilità e la sorpresa. Questo non significa che inventi la Haganah o che ne controlli lo sviluppo, ma che ne accelera una trasformazione mentale. Non solo come combattere, ma come pensarsi: non comunità assediata, bensì forza capace di agire.

Il lato oscuro

Il metodo funziona, ed è proprio questo il problema. Le Special Night Squads operano in un contesto di guerra controinsurrezionale, dove il confine tra operazione militare e punizione collettiva è sottile. Wingate non è un teorico della moderazione: è spregiudicato, talvolta brutale, convinto che il terrore preventivo possa essere uno strumento. Le accuse di eccessi, ritorsioni e violenze non sono marginali. Decodificare Wingate significa tenere insieme due dati scomodi: l’efficacia operativa e il costo morale.

Il rapporto con Londra

Per l’amministrazione britannica Wingate diventa presto un problema. Troppo filo-sionista, troppo autonomo e dunque anche troppo poco controllabile visto che non si limita a eseguire ordini ma prende posizione, parla e a suo modo influenza. Alla fine viene rimosso dalla Palestina, il che è una costante della sua carriera: risultati sul campo e conflitti con la gerarchia.

Dopo la Palestina

Wingate replica lo stesso schema altrove. In Etiopia guida forze irregolari contro gli italiani. In Birmania comanda i Chindits, unità di penetrazione profonda contro i giapponesi. Innovazione, audacia, perdite elevate e una serie infinita di polemiche infnite. Muore nel 1944 in un incidente aereo. La biografia si chiude presto ma il mito resta.


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