Chi era
Moshe Arens è stato una delle figure più solide e meno ideologiche della destra israeliana. Nato nel 1925 a Kaunas, allora in Lituania, cresciuto negli Stati Uniti, morto nel 2019 a Tel Aviv, è stato politico, ingegnere aeronautico, diplomatico e ministro in alcuni dei momenti più delicati della storia di Israele.
Un profilo atipico
Arens non proveniva dal mondo rabbinico né da quello militare classico. Era un tecnico, un uomo di formazione scientifica, con una cultura anglosassone forte e una visione istituzionale dello Stato. Questo lo ha reso una figura anomala nel panorama politico israeliano, soprattutto all’interno della destra.
Il Likud senza populismo
È stato uno dei principali esponenti del Likud, ma lontano dalle derive demagogiche. Per Arens il nazionalismo israeliano non era emotivo o messianico: era statuale, razionale, legato alla difesa delle istituzioni e della sovranità. Non amava gli slogan e diffidava delle semplificazioni.
Difesa e sicurezza
Arens è stato più volte ministro della Difesa. In quel ruolo ha sostenuto il rafforzamento tecnologico dell’esercito e dell’industria militare israeliana, puntando su autonomia strategica e capacità di deterrenza. La sicurezza, per lui, non era ideologia ma competenza.
Il rapporto con Netanyahu
È stato mentore politico di Benjamin Netanyahu, che scelse come ambasciatore all’ONU quando era relativamente sconosciuto. Negli anni successivi, però, Arens non esitò a criticarne lo stile e alcune scelte politiche, segnando una distanza netta tra autorità morale e potere personale.
Una destra liberale
Moshe Arens rappresentava una destra liberale nel senso classico: Stato forte, esercito forte, ma rispetto delle istituzioni, della stampa, della Corte Suprema. Era contrario a indebolire i contrappesi democratici e guardava con sospetto alle derive identitarie e religiose.
La questione palestinese
Non era un uomo della pace a ogni costo, ma nemmeno un ideologo dell’annessione. Considerava il conflitto una questione tragica e complessa, da gestire con realismo e senza illusioni, evitando sia il messianismo territoriale sia l’ingegneria diplomatica scollegata dalla sicurezza.
Perché conta
Moshe Arens è stato l’esempio di una leadership sobria, competente, non tribale. Una figura che dimostra che, nella storia di Israele, la destra non è sempre coincisa con l’urlo, la forzatura o la retorica identitaria.
Capire Arens significa ricordare che un’altra destra israeliana è esistita
Ed è forse proprio per questo che oggi manca così tanto.
Moshe Arens