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Maccabiadi

Setteottobre

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Maccabiadi

Che cosa sono?

Le Maccabiadi sono la più grande manifestazione sportiva ebraica del mondo. Si svolgono in Israele ogni quattro anni e riuniscono migliaia di atleti ebrei provenienti da decine di Paesi, insieme agli atleti israeliani.

Perché si chiamano così?

Prendono il nome dai Maccabei, la famiglia ebraica che nel II secolo a.C. guidò la rivolta contro il dominio seleucide e riconquistò Gerusalemme. Sono diventati un simbolo di libertà, autodeterminazione e rinascita nazionale.

Quando sono nate?

La prima edizione si disputò nel 1932, sedici anni prima della nascita dello Stato d’Israele. L’idea era quella di dimostrare che il popolo ebraico, disperso nel mondo, poteva ritrovarsi anche attraverso lo sport.

Chi può partecipare?

Gli atleti ebrei provenienti dalla diaspora e quelli israeliani. Le competizioni comprendono decine di discipline, dagli sport olimpici a quelli di squadra, con categorie giovanili, assolute, master e paralimpiche.
Perché sono importanti?

Le Maccabiadi non sono soltanto un evento sportivo. Rafforzano il legame tra Israele e le comunità ebraiche della diaspora, favoriscono gli incontri tra giovani di Paesi diversi e rappresentano uno dei principali momenti di aggregazione dell’ebraismo mondiale.

L’edizione del 2026

Le ventiduesime Maccabiadi sono iniziate il 30 giugno e si concluderanno il 14 luglio. Erano previste per il 2025, ma sono state rinviate di un anno a causa della guerra. Vi partecipano migliaia di atleti provenienti da oltre cinquanta Paesi.

Perché se ne parla quest’anno?

Perché sono le prime Maccabiadi dopo il 7 ottobre 2023. In un periodo segnato dall’aumento dell’antisemitismo e dai tentativi di isolare Israele anche nello sport e nella cultura, vedere migliaia di atleti arrivare da tutto il mondo assume un valore che va oltre le medaglie: è un segno di continuità, appartenenza e fiducia nel futuro.

Una curiosità

Nel corso della loro storia, alle Maccabiadi hanno partecipato anche atleti che sarebbero poi diventati campioni olimpici, mondiali o protagonisti della vita pubblica nei rispettivi Paesi. Per molti giovani rappresentano il primo vero incontro con Israele e, non di rado, l’inizio di un rapporto destinato a durare tutta la vita.