Home > Approfondimenti > Libano sud. Unità Fantasma, Israele a caccia di Hezbollah

Libano sud. Unità Fantasma, Israele a caccia di Hezbollah

Nel terreno più difficile del fronte nord, la Refaim è diventata il laboratorio operativo dell’IDF e la prova che la prossima guerra si gioca sulla rapidità, sul mimetismo e sulla capacità di colpire in pochi secondi

Paolo Montesi

Tempo di Lettura: 4 min
Libano sud. Unità Fantasma, Israele a caccia di Hezbollah

Nel Libano meridionale la guerra non assomiglia a quella raccontata dalle mappe con le frecce, perché si combatte dentro villaggi ostili, in mezzo a vegetazione fitta, lungo pendii dove i mezzi pesanti faticano a muoversi e dove Hezbollah prova a trasformare ogni casa, ogni boschetto e ogni apertura nel terreno in una trappola. È in questo spazio sporco, frammentato, opaco, che l’Unità multidimensionale dell’IDF, la Refaim, chiamata anche “Unità Fantasma”, sta conquistando un ruolo centrale, tanto che le voci sulla sua chiusura, circolate mesi fa, sono state travolte dai fatti e sostituite da una scelta opposta, cioè rafforzarla, allargarla e usarla come modello per le manovre terrestri future.


Il punto decisivo sta nel tipo di lavoro che questa unità svolge. I suoi uomini entrano in aree dove carri armati e fanteria convenzionale hanno margini più stretti, osservano il terreno per ore, leggono anomalie minime, scelgono postazioni da cui far operare i droni senza esporsi agli occhi di Hezbollah e chiudono il ciclo d’attacco con una velocità che per l’esercito israeliano è diventata un valore strategico. Secondo i dati rilanciati in questi giorni da fonti militari israeliane e ripresi anche da analisti indipendenti, dall’inizio dell’offensiva di marzo l’unità ha effettuato circa 75 attacchi, ha contribuito all’eliminazione di oltre quaranta miliziani di Hezbollah e ha operato soprattutto contro cellule pronte al tiro, infrastrutture locali e nuclei della Forza Radwan, la formazione scelta che Israele considera la minaccia più immediata sul fronte nord.

Da questo si capisce perché il nome “Fantasma” non sia folclore militare ma la descrizione precisa di un metodo. Hezbollah cerca di localizzare le forze israeliane, segue segnali, intercetta movimenti, studia i tempi di esposizione e tenta di colpire da vicino o da distanze più ampie con missili anticarro, razzi e osservatori avanzati. La risposta della Refaim consiste in un mimetismo molto più rigoroso rispetto al passato, in una disciplina quasi ossessiva sulla permanenza in posizione e in una familiarità con il terreno che i comandanti presentano come il vero segreto dell’unità. Non basta vedere il paesaggio, bisogna imparare a distinguere ciò che è normale da ciò che rompe la routine del luogo, perché è in quello scarto minimo che può comparire il combattente nascosto tra gli alberi o l’imbocco di un’infrastruttura sotterranea.

La campagna nel sud del Libano, del resto, è entrata in una fase più profonda e più rischiosa. Reuters ha riferito che il governo israeliano ha ordinato l’espansione delle operazioni fino all’area del Litani, con l’obiettivo dichiarato di allontanare Hezbollah dalla frontiera e ridurre il fuoco contro il nord di Israele, mentre negli ultimi giorni i combattimenti hanno provocato nuove perdite israeliane, compresi i quattro soldati uccisi il 31 marzo in operazioni nel settore meridionale. Dentro questo quadro, la Refaim serve a una cosa precisa, cioè ridurre il tempo che passa tra l’individuazione del bersaglio e la sua distruzione, perché in Libano quel tempo vale vite umane e può decidere l’esito di un’incursione.

Per questo la scelta del generale Nadav Lotan di investire ancora sull’unità ha un peso che va oltre il caso specifico. L’IDF ha capito che la prossima fase della guerra, e forse anche quelle che verranno, premierà le forze capaci di agire come una rete compatta di intelligence, droni, fuoco di precisione e mobilità leggera, invece di affidarsi soltanto alla massa o alla superiorità di piattaforme tradizionali. Nel sud del Libano, dove Hezbollah prova a dissolversi nel territorio per colpire e sparire, Israele sta rispondendo costruendo un reparto che vive dentro la stessa logica, la rovescia e la usa contro il nemico. Ed è proprio questo, più delle formule altisonanti, il dato che conta davvero, perché la “Unità Fantasma” non rappresenta un’eccezione pittoresca dell’esercito israeliano, ma il prototipo della guerra che l’IDF pensa di dover combattere da qui in avanti.


Libano sud. Unità Fantasma, Israele a caccia di Hezbollah