Con grande umiltà ci permettiamo di pubblicare una prima dispensa (siamo sicuri che ne seguiranno altre) con un’infarinatura di galateo per VIP e personaggi del bel mondo. E siccome puntiamo in alto, stiamo parlando a persone del calibro di Anna Wintour. Ecco, dunque, un veloce “reminder” sulle buone maniere, per evitare di mettere in imbarazzo gli altri e voi stessi.
Tanto per cominciare, a tavola non si rutta, a meno che non ci si trovi fra quelle tribù beduine del bacino del Mediterraneo che dopo un pasto prendono quel gesto digestivo come complimento e apprezzamento per il lauto pasto. In quel caso come dovete ruttare? Eh, purtroppo non conosciamo la grammatica di quel gesto, il suo linguaggio, la giusta modulazione, e non possiamo fornire consigli ai super-vip su questo. Non sappiamo se dopo aver assaporato una tajine sia meglio formulare una lunga “Hiiiii” o un’ampia “OHHHHH” per accompagnare l’eruttazione. Ma dato che i destinatari della regola in questione sono conosciuti come artisti, geni, gente creativa, lasciamo a loro la scelta.
Seconda regola: a tavola niente flatulenze. E questo vale anche fra le suddette tribù. Infine, non si augura mai “cento di questi giorni” a due sposi nel giorno del loro matrimonio. A meno che non si stia cercando implicitamente di augurare loro di sposarsi cento volte. Non è bello. A questo punto vi chiederete come mai da questo umile luogo partano consigli diretti a gente così illuminata, moralmente e intellettualmente superiore a noi, che ha ampiamente dimostrato non solo di saper vivere, ma addirittura a volte di essere in grado di spiegare a noi plebei come ci si comporta, cosa è giusto pensare e perfino cosa sia un genocidio. Ebbene, ci fidavamo ciecamente, giuro, finché abbiamo iniziato ad avere il sentore che alcuni di loro, ultimamente, abbiano perso la strada. Non sanno più vivere: mettono in imbarazzo sé stessi e gli altri con comportamenti fuori luogo.
Prendete il caso di Anna Wintour, per esempio. La VIP in questione, oltre a ricevere ispirazione sulle prossime tendenze della moda grazie al suo canale preferenziale con Mercurio, e a guarire con la sola imposizione delle mani la gente “che si veste male”, è anche l’organizzatrice della kermesse mondiale METH GALA (ma si scrive così?), un gran galà della moda dove “non puoi non mancare se sei uno che conta”. Ebbene, proprio Lei, Anna Wintour, non sa più come ci si comporta. Infatti, Mrs. Il diavolo veste Prada ultimamente ha avuto una bella ideona: dedicare allo stilista John Galliano una grande mostra celebrativa al Metropolitan Museum of Art, in occasione del Met Gala del 2027. Sullo stile di Galliano, vestendomi a Porta Portese, non mi permetto di fiatare. Ma il soggetto ha un problemino: pare che non sopporti gli ebrei. («I love Hitler. People like you would be dead. Your mothers, your forefathers, would all be fucking gassed»).
Ora, la mia personale diagnosi è la seguente: non ha un problema ideologico con gli ebrei. Preferisco pensare che quando, tra il 2010 e il 2011, pronunciò quelle frasi, attraversasse un momento di debolezza della sua vita, fosse teso, forse facesse uso di stupefacenti o, più semplicemente, non stesse tanto bene. Tutti noi immaginiamo le vite di queste persone come sfavillanti ma io ho la sensazione che sotto sotto siano quasi un po’ tutti dei poveri disperati, così per dire. Quindi il problema non è Galliano a questo punto. Il problema è che fra i donatori e i finanziatori di quell’evento c’è anche un gran numero di ricchi ebrei (sì, quelli da manuale, proprio come li vuole il più vieto stereotipo antisemita) che ogni anno siedono in platea. Quindi si è sollevato un polverone.
Molti hanno denunciato l’antisemitismo dello stilista. Altri hanno risposto che John aveva già chiesto scusa più e più volte e in fondo si trattava di un episodio successo molto tempo fa. Gli è stato risposto che il soggetto ci era ricascato a Parigi (mesi dopo aveva apostrofato la curatrice ebrea Geraldine Bloch per la sua “dirty Jewish face” e aggiunto il suo motto preferito “you should be dead”). Quindi, dopo un po’ di caro vecchio backlash, Galliano ha fatto marcia indietro e il 31 agosto il Metropolitan Museum ha annunciato la cancellazione della mostra. È stato anche più saggio della Wintour: «I do not want the debate surrounding me to place the Met in a difficult position. An exhibition honouring my work would be painful for some» (ovverossia: «Non voglio che le polemiche che mi riguardano mettano il Metropolitan Museum in una posizione difficile. Una mostra dedicata alla mia opera sarebbe dolorosa per alcune persone»). Risultato: lui non è felice. I ricchi ebrei hanno fatto la solita figura da ricchi ebrei della lobby plutogiudaicomassonica. Del resto, cosa si aspettava Anna Wintour, che benefattori e mecenati ebrei mettessero mano al portafoglio per celebrare una persona che rimpiangeva il fatto che non fossero stati tutti gasati!?
Anna Wintour li ha messi in imbarazzo tutti e la questione è finita a tarallucci e champagne. Ecco perché mi sento in dovere di ricordarle come si vive. Partendo dalle basi, niente ruttini, niente puzzette. La morale per noi peones è che forse dobbiamo piantarla di guardare alle celebrities, ai VIP, ai cantanti, ai giullari perché ci spieghino come pensare. Sempre più spesso se ne vengono fuori male. Nonostante i film e le celebrazioni. Il diavolo, questa volta, ha svestito Prada. La regina è rimasta nuda. E non è stato un bello spettacolo.

