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Lettera aperta di Paola Concia. Cara sinistra, non hai più anima

Accorata denuncia di chi ha sempre combattuto a Sinistra e che ora si sente tradita.

Paola Concia

Tempo di Lettura: 5 min
Lettera aperta di Paola Concia. Cara sinistra, non hai più anima

Cara Sinistra,

ti scrivo questa lettera aperta perché sei la casa dove ho costruito la mia vita di donna, di femminista e di lesbica. Mi rivolgo a te perché hai dato un contributo fenomenale nella costruzione di un Occidente più giusto battendoti per la conquista dei diritti civili, dei diritti dei lavoratori, di un welfare sacrosanto. Scrivo a te che sei stata parte sostanziale nella creazione di società libere, di comunità basate sui diritti universali laddove, come insegnava Martin Luther King, il diritto alla parola e alla libera espressione era e rimane un principio cardine irrinunciabile.

Ed è proprio quanto è successo quando popoli di migranti sono arrivati in Occidente rivendicando una vita degna di tale nome, un lavoro protetto da sacrosanti diritti e un welfare giusto, ragionevole, partecipato. Però poi ti sei dimenticata dei doveri che chiunque viva in una società libera e democratica è tenuto a rispettare, doveri a cui dobbiamo attenerci tutti: noi che qui siamo nati e loro che qui sono stati arrivati e accolti.

Ancora mi chiedo come e quando e perché tu abbia perso la bussola. Quando hai oscurato il principio su cui si fondano le nostre società democratiche. E me lo chiedo sbalordita e turbata perché, cara Sinistra, è proprio all’interno della tua comunità che ho imparato che ai diritti devono corrispondere i doveri, altrimenti tutto va a rotoli, tutto si sgretola, e il risultato è devastante per le battaglie coraggiose che hai affrontato lungo tutta la tua storia.

Io mi auguro che tu sia ancora capace di fare una riflessione profonda. In questa mia addolorata lettera aperta vorrei portarti come un esempio emblematico e desolante la tua scelta politica di condannare Israele, di infischiartene della sua sopravvivenza, di non riconoscergli il diritto a proteggersi, come se non ci fosse un domani. Condannare uno Stato nato nel maggio del 1948 come la “Patria degli ebrei”.

Qui dove vivo, in Germania, il termine è “Heimat” e allora ho chiesto a mia moglie, che è tedesca, cosa si intenda per “Heimat” e lei mi ha risposto in modo chiaro e inequivocabile: “Heimat è laddove ti senti più a casa nel mondo”. Prova a immaginare, cara Sinistra, se qualcuno si sognasse di mettere in discussione la “Patria degli italiani”. Eppure è proprio questo ciò che avete fatto con Israele.

L’antisemitismo della sinistra occidentale è un dato di realtà e per me una coltellata in pieno petto. Avete abbandonato i nostri più sacri valori unicamente per conquistare consenso tra quelle comunità islamiche radicali e antisemite che si sono stabilite nei nostri Paesi occidentali, tra quei nativi musulmani che hanno mai rinnegato la sharia. E avete fatto questo per qualche voto in più in questa o in quella tornata elettorale. Roba difficile da credere. Eppure è questo quello che è successo.

Davvero volete svendere le libertà civili, i diritti delle donne, i diritti delle persone LGBT per quattro voti? State cavalcando l’antioccidentalismo – che a voi piace ogni tanto chiamare “anticolonialismo”, termine che già da solo fa ridere – proprio voi che siete stati, e io con voi, i più coraggiosi e testardi difensori di modelli di società che garantiscono più diritti a tutti, nessuno escluso. E seguendo la peggiore tradizione antigiudaica e antisemita avete fatto diventare Israele il capro espiatorio di tutti i mali del mondo.

Il vostro silenzio è agghiacciante come del resto lo sono i vostri tanti “sì-ma-anche” di fronte alle aggressioni, alle uccisioni, alle violenze, alle discriminazioni contro cittadini ebrei che vivono lontano da Israele che “è la patria dove si sentono più a casa nel mondo”. Anche io che vivo in Germania continuo a sentire l’Italia come il luogo dove posso tornare e sentirmi a casa.

Agli ebrei, e poco importa se contestano o meno il governo di destra attualmente al potere, chiedete di rinnegare la loro terra. Ma davvero non provate vergogna? Davvero non riuscite a fermarvi e considerare le conseguenze di quel che dite e fate?

Ricordo bene quando, quando Silvio Berlusconi governava in Italia, in Germania mi prendevano in giro quando il nostro primo ministro se ne usciva con una delle sue tante esternazioni. Eppure mai nessuno mi ha chiesto di rinnegare il mio Paese, né io mi sarei mai sottomessa! Invece è esattamente questo che voi con metodo, ostinazione, crudeltà e incoscienza, chiedete agli ebrei.

Come è possibile che nel mondo di oggi il cancro dell’antisemitismo porti la firma del progressismo di sinistra, e lo riversi nelle aule scolastiche e universitarie, nei luoghi di lavoro, nei circoli delle élite intellettuali, che lo trascini nelle piazze? Me lo chiedo e ve lo chiedo: come siamo arrivati a tutto questo?

L’indagine di questi giorni su Mohammad Hannoun e di altri fiancheggiatori e sostenitori di Hamas era cosa ben nota e da molto tempo denunciata. Eppure, ora che è saltata ufficialmente la fogna con tutto quel che contiene, coloro che tra di voi hanno coccolato, sostenuto, legittimato istituzionalmente e culturalmente Hannoun e i suoi sodali si sono avvolti in un silenzio assordante o riparati dietro parole imbarazzate, patetiche ed equivoche.

Enrico Berlinguer, il cui ritratto splende sulla tessera del PD, non ebbe paura di dire che le Brigate Rosse erano terroristi definendoli senza equivoci “nemici della democrazia e del popolo”. Voi, invece, oggi per far posto a chi detesta le nostre democrazie e l’Occidente, state tradendo la vostra missione e perdendo tanti compagni e compagne come me.

E questo non perché siamo cambiati noi ma perché voi avete rinunciato ai nostri principi, ai nostri valori. Siete voi che avete perso l’anima. E tutto questo mi fa temere come donna, come lesbica, come militante di sinistra e amica degli ebrei. Mi fa paura non avervi più al mio fianco.


Lettera aperta di Paola Concia. Cara sinistra, non hai più anima
Lettera aperta di Paola Concia. Cara sinistra, non hai più anima