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Legge morale e convenzioni internazionali

Quando la legalità internazionale diventa alibi e la responsabilità morale viene rimossa.

Scialom Bahbout

Tempo di Lettura: 3 min
Legge morale e convenzioni internazionali

Molte voci si sono levate in Europa contro l’intervento degli USA per catturare il dittatore del Venezuela, Maduro. Nessuna voce si era levata per anni contro le persecuzioni e gli assassinii che compiva Maduro e contro la sua politica di diffusione del narcotraffico. Dopo l’intervento, qualcuno timidamente ha detto che forse era necessario: i danni e le morti causate dal narcotraffico e, soprattutto, la diffusione del terrorismo finanziato con il denaro del petrolio venezuelano, forse riceveranno un piccolo stop. Ricordiamo che Maduro appoggiava il terrorismo: ha gioito e approvato quanto fatto dai terroristi palestinesi il 7 ottobre. Non c’è dubbio su quale parte politica egli abbia appoggiato con i suoi mezzi economici.

Tutti i governi europei, e non solo, sono rimasti in silenzio. Così come rimasero in silenzio negli anni precedenti la Seconda guerra mondiale di fronte alle persecuzioni e ai massacri nazisti. Tutti sapevano, ma naturalmente le leggi internazionali impedivano di intervenire. Le leggi umanitarie non dovrebbero avere la priorità rispetto alle leggi internazionali quando sono in gioco la distruzione di milioni di persone? È stato meglio permettere ai nazisti di portare quasi a termine il loro progetto di massacro del popolo ebraico e di milioni di altre persone piuttosto che intervenire. Il presidente degli USA, che era democratico, nulla fece nonostante il grido di dolore degli ebrei americani. La Società delle Nazioni nulla fece contro i nazisti e così anche l’ONU oggi nulla fa per combattere il terrorismo islamico, cosa peraltro naturale dato che gran parte degli Stati dell’ONU è islamica.

L’unico a opporsi all’appeasement con i nazisti, anche se un po’ tardi, fu Winston Churchill. Tutti gli Stati europei non si mossero per difendere ebrei e zingari dal massacro.

Magari ci fosse stata in quegli anni una persona come Donald Trump: avremmo risparmiato milioni di morti e di assassinii. Onore a Trump per essere andato al di là delle convenzioni internazionali e per aver scelto di privilegiare le leggi morali.

I Paesi arabi – rappresentati da Hamas palestinese, Iran sciita, Huti sunniti, Hizballah sciita – hanno cercato di distruggere Israele e gli ebrei: il progetto non ha avuto successo solo perché questa volta Israele era in grado di difendersi. La minaccia di cancellare Israele da parte di questi Paesi non è mai stata ritrattata. Il genocidio voluto dai Paesi arabi che hanno attaccato Israele era l’obiettivo chiaro e dichiarato. Israele ha cercato di difendere la propria popolazione come meglio ha potuto dai massacri, dai missili e da tutte le minacce che i nemici di Israele lanciano contro una popolazione minuscola, su un territorio minuscolo che rappresenta lo 0,12% della popolazione mondiale.

Non si può cambiare la storia, ma si può imparare dalla storia, che è magistra vitae.

Onore quindi a Donald Trump per aver scelto di difendere i pochi contro i molti.

Ciò nonostante, il popolo ebraico non ha mai perso la speranza che si avveri la profezia dei Profeti di Israele: “Allora dimorerà il lupo con l’agnello” (Isaia 11:6); “Spezzeranno le loro spade per farne degli aratri e le loro lance per farne delle falci; nessuna nazione alzerà più la spada contro un’altra e non impareranno più l’arte della guerra” (Michea 4:3; Isaia 2:4).


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