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⌥ Le regole di guerra

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Hanno trasformato una regola elementare di sicurezza in un caso politico, e poi si sono stupiti delle conseguenze. Il patriarca Pizzaballa era stato avvertito e con chiarezza: quella zona, in quel momento, era off limits (proprio come i luoghi ebraici e islamici).

E questo non per capriccio o per prepotenza, ma semplicemente perché in guerra le regole non sono un’opinione ma l’unica cosa che separa il rischio controllato dal disastro. E invece si è scelto di forzare, di “testare” il limite, come se fosse un gesto simbolico e non una sfida concreta a chi deve garantire sicurezza.

Poi arriva il copione già scritto: indignazione, dichiarazioni, richiami morali. E qui entrano in scena Meloni e Tajani, che non resistono alla tentazione di aggiungere la loro voce. A cosa, esattamente? A un episodio in cui tutto era già chiaro prima che accadesse. Parole inutili, appunto, che servono solo a dare l’illusione di una presa di posizione mentre il punto vero resta intatto: se ignori deliberatamente un divieto in un’area sensibile, stai scegliendo di esporti. E di esporre anche altri.

Il problema allora non è l’incidente ma semmai la leggerezza con cui si decide di provocarlo. E la rapidità con cui, dopo, si finge che fosse inevitabile.


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