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⌥ Le ONG come scudo

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Non so se ci avete fatto caso ma ci sono parole che funzionano come talismani. Ong è una di queste. La pronunci e, per riflesso, scatta l’assoluzione preventiva. Buone intenzioni, neutralità, umanitarismo. Fine del discorso. Peccato che, nella guerra di Gaza, troppe organizzazioni abbiano dimostrato che il talismano non protegge dalla realtà.

Il problema delle ong nei Territori non è un’invenzione propagandistica israeliana. È un problema concreto, documentato e persistente. Alcune hanno fatto da scudo ai terroristi, altre ne hanno rilanciato le versioni, altre ancora hanno trasformato menzogne operative in verità mediatiche. Ospedali usati come simboli e non come luoghi da verificare, numeri sparati senza controlli, accuse gravi lanciate come slogan. Il tutto sotto la bandiera dell’umanitario.

Israele oggi dice basta. Non a tutte le ong, ma a quelle che hanno smesso di fare assistenza e hanno iniziato a fare politica militante, scegliendo un campo e fingendo di non farlo. È una linea dura, certo. Ma è anche una richiesta di chiarezza.

Forse sarebbe il momento di una riflessione collettiva, seria, non isterica. Su cosa significa davvero neutralità in guerra. Su dove finisce l’aiuto civile e dove comincia la propaganda. Su quante ong, a Gaza, abbiano tradito la propria missione ufficiale e abbiano dato il peggio di sé proprio quando servivano rigore, prudenza, onestà. Criticare queste organizzazioni non significa odiare l’umanitario. Significa difenderlo. Anche da chi lo usa come scudo.


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