Cos’è
Con E1 si indica una porzione di territorio a est di Gerusalemme, tra la città e l’insediamento di Ma’ale Adumim, nella Cisgiordania occupata. Non è un grande insediamento abitato, ma un’area strategica destinata nei piani israeliani a costruzioni residenziali, infrastrutture e servizi. Proprio perché apparentemente “vuota”, E1 è diventata uno dei nodi più sensibili del conflitto israelo-palestinese.
Perché è importante
E1 è considerata esplosiva perché tocca il cuore della questione territoriale. Se urbanizzata in modo continuativo, collegherebbe fisicamente Ma’ale Adumim a Gerusalemme, rafforzando la continuità urbana israeliana verso est. Per Israele questo significa consolidare il controllo sulla cintura orientale della capitale; per i palestinesi, invece, rappresenta una minaccia diretta alla continuità territoriale tra il nord e il sud della Cisgiordania, condizione essenziale per un futuro Stato palestinese.
La posta geografica
Dal punto di vista della mappa, E1 è un corridoio. A nord Ramallah, a sud Betlemme, al centro Gerusalemme Est. Costruire in E1 non cancellerebbe formalmente la Cisgiordania, ma la renderebbe più frammentata, con collegamenti palestinesi affidati a strade secondarie, tunnel o bypass. È questo il punto su cui si concentra la critica internazionale: non tanto l’esistenza degli insediamenti in sé, quanto l’effetto sistemico sulla viabilità e sulla sovranità futura.
La posizione israeliana
Israele sostiene da anni che E1 sia vitale per la sicurezza e per la difesa di Gerusalemme. L’argomento è duplice: evitare che la capitale venga circondata da aree non controllate e garantire una continuità territoriale e demografica con Ma’ale Adumim, uno dei grandi blocchi di insediamenti che, in quasi tutti i piani negoziali del passato, Israele ha sempre dato per acquisito. Formalmente, i governi israeliani hanno spesso approvato piani senza avviarli pienamente, usando E1 anche come leva politica e diplomatica.
La posizione palestinese e internazionale
Per l’Autorità Palestinese, E1 è una linea rossa. La sua urbanizzazione renderebbe, di fatto, molto più complessa la soluzione dei due Stati. Stati Uniti, Unione Europea e Nazioni Unite hanno ripetutamente criticato ogni passo in questa direzione, temendo un punto di non ritorno sul piano territoriale. Non a caso, ogni annuncio su E1 provoca reazioni immediate, comunicati ufficiali e tensioni diplomatiche.
Perché se ne parla ciclicamente
E1 riemerge regolarmente nei momenti di crisi politica o di stallo negoziale. È una carta che Israele può giocare senza costruire subito, ma segnalando un’intenzione. Un messaggio verso i palestinesi, ma anche verso la comunità internazionale. Allo stesso tempo, per i palestinesi E1 è il simbolo concreto di come il tempo lavori contro di loro, indipendentemente dai negoziati.
Cosa rivela davvero E1
Il caso E1 mostra quanto il conflitto non sia fatto solo di ideologia o sicurezza, ma di urbanistica, strade, colline e permessi edilizi. È un esempio perfetto di come una zona apparentemente tecnica diventi politicamente incendiaria. Non perché da sola decida il destino della pace, ma perché rende visibili, sulla mappa, le contraddizioni irrisolte tra controllo del territorio, sicurezza e autodeterminazione. In questo senso, E1 non è un dettaglio ma semmai una cartina di tornasole.
L’area E1: perché è un tema esplosivo

