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La storia del sionismo religioso

Setteottobre

Tempo di Lettura: 2 min
La storia del sionismo religioso

Di cosa si parla

Di una corrente del sionismo che unisce il ritorno ebraico in Eretz Israel con una lettura religiosa della storia e della redenzione.

Origine

Nasce tra fine Ottocento e inizio Novecento come risposta religiosa al sionismo laico, che molti rabbini inizialmente guardano con sospetto.

L’idea di fondo

Il ritorno alla Terra d’Israele non è solo un fatto politico, ma una tappa del processo di redenzione del popolo ebraico.

Figura chiave

Abraham Isaac Kook: primo rabbino capo ashkenazita della Palestina mandataria. Interpreta anche il sionismo laico come strumento, inconsapevole ma legittimo, del disegno divino.

Rapporto con lo Stato

La nascita di Israele nel 1948 è vista come evento storico-religioso positivo, pur con tensioni tra legge religiosa e Stato moderno.

Dopo il 1967

La Guerra dei Sei Giorni rafforza il sionismo religioso: la conquista di Gerusalemme Est, Giudea e Samaria viene letta da molti come segno provvidenziale.

Il ruolo degli insediamenti

Una parte del sionismo religioso considera il popolamento dei territori biblici un dovere religioso oltre che nazionale.

Divisioni interne

Esistono correnti moderate, integrate nello Stato e nell’esercito, e correnti radicali, con una visione messianica e talvolta conflittuale con le istituzioni.

Punto chiave

Il sionismo religioso non è un’appendice del sionismo laico, ma una tradizione autonoma che fonde fede, storia e politica.


La storia del sionismo religioso