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⌥ La politica da salotto

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C’è una cosa che la politica italiana ha imparato a fare benissimo: parlare di tutto senza toccare mai niente.

E così il viaggio di Meloni nel Golfo diventa l’ennesimo pretesto per un’opposizione che sembra uscita da un talk show del pomeriggio, fatta di battute, sospetti, allusioni, ma quasi mai di una linea riconoscibile. E giù a discutere di “missione”, di “disperazione politica”, di simboli, mentre intorno si muovono energia, sicurezza, equilibri internazionali veri.

Il punto è semplice da diventare imbarazzante: mentre il mondo si sposta, la politica italiana si trastulla nei commenti senza decidere, senza proporre e, non sia mia, senza rischiare. Fa così il controcanto, nella convinzione ridicola che basta occupare uno spazio televisivo per avere un ruolo.

E intanto la distanza cresce. Da una parte c’è chi si muove, magari sbagliando. Dall’altra chi giudica, sempre da fermo. L’unica cosa che alla fine resta è la sensazione che la politica, quella vera, stia succedendo altrove.


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