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La Linea Verde (Green Line)

Setteottobre

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La Linea Verde (Green Line)

Origini e definizione

La Linea Verde è la linea d’armistizio tracciata nel 1949 tra Israele e i paesi arabi confinanti (Egitto, Giordania, Siria, Libano) al termine della guerra del 1948-49 . Il suo nome deriva dal colore verde usato per segnare la mappa della tregua. Anche se non è mai stata riconosciuta come confine internazionale definitivo, ha rappresentato il perimetro di Israele fino alla Guerra dei Sei Giorni del 1967.

Cosa è successo dopo il ‘67

Dopo la vittoria nella Guerra dei Sei Giorni, Israele occupò la Cisgiordania, Gaza, Golan e il Sinai egiziano. La Linea Verde continuò a delimitare “Israele proper” (espressione inglese che definisce “Israele nei suoi confini internazionalmente riconosciuti”) dai territori occupati, diventando il confine de facto tra Israele e la Cisgiordania / Gerusalemme Est (ma privo di riconoscimento legale internazionale).

Significato politico e negoziale

La Linea Verde è diventata la base di riferimento delle proposte di pace: la maggior parte dei negoziati, compresi Accordi di Oslo, partono dal “ritiro da territori occupati” e dal dialogo su eventuali scambi territoriali. Molte proposte prevedono solo piccole modifiche lungo questa linea. Israele tuttavia sostiene che quei confini sono “indifendibili” e ha spesso contestato il valore legale alla linea pre1967.

Erosione e infrastrutture

Negli anni ‘90 e 2000, Israele ha costruito un muro di separazione (West Bank barrier), gran parte del quale devìa verso est oltre la Linea Verde per racchiudere gli insediamenti israeliani. Circa il 85 % del muro corre dentro la Cisgiordania, isolando fino al 9 % del territorio palestinese e decine di migliaia di persone su entrambi i lati.

Sviluppi demografici e insediamenti

Grazie all’espansione degli insediamenti israeliani, attualmente circa 700.000 israeliani vivono in aree oltre la Linea Verde (500 000 in Cisgiordania e 200 000 a Gerusalemme Est). Israele ha approvato 22 nuovi insediamenti o avamposti nel 2025 e continua a estendere la presenza sul terreno.

Ripercussioni legali e prospettive

La Corte Internazionale di Giustizia considera illegale l’occupazione israeliana della Cisgiordania e Gerusalemme Est e ha condannato le politiche di insediamento come violazioni del diritto internazionale. L’ONU ha chiesto lo smantellamento di insediamenti e il ritiro oltre la Linea Verde. Israele ha sempre respinto tale pronunciamento.


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