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⌥ La guerra invisibile degli italiani

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Un drone iraniano colpisce una base militare italiana in Kuwait e distrugge un velivolo della missione internazionale contro l’ISIS. Non si tratta di un incidente né di un errore ma di un vero e proprio attacco militare, ben il quarto in poche settimane.

Eppure in Italia la notizia scivola via come un trafiletto. Nessuna discussione seria, nessuna domanda politica, nessuna consapevolezza collettiva. Il paese continua a comportarsi come se la guerra fosse una faccenda remota, una grana che riguarda gli americani, gli israeliani e al massimo qualche milizia mediorientale.

La verità è molto più semplice e molto meno rassicurante: l’Italia è già dentro questo conflitto. Abbiamo soldati nelle missioni internazionali, basi militari nella regione, aerei, navi e uomini schierati in un’area che sta diventando uno dei punti più caldi del pianeta. Quando qualcuno colpisce quelle basi non sta colpendo un’astrazione geopolitica ma proprio l’Italia del mio stivale.Solo che il Bel Paese non vuole accorgersene preferendo restare nel suo stato naturale: una nazione che partecipa alle guerre ma continua a dichiararsi neutrale.


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