Cos’è
La guerra dei tunnel è l’uso sistematico del sottosuolo come arma militare: passaggi scavati per infiltrare combattenti, nascondere arsenali, spostare uomini, comandare operazioni e sottrarsi alla superiorità militare in superficie.
Perché conta
Perché permette a organizzazioni armate molto più deboli di resistere a uno Stato tecnologicamente superiore, spostando la guerra sotto città, ospedali e quartieri civili.
Come nasce (2014)
Nel conflitto del 2014 Hamas utilizza tunnel d’attacco per entrare in Israele. La minaccia emerge come sorpresa strategica: il tunnel non è più solo contrabbando, ma arma offensiva.
Come evolve (2015–2021)
Il sistema diventa interno a Gaza: una rete sotterranea per movimento, depositi e comando. Israele risponde con tecnologie anti-tunnel e con una barriera sotterranea lungo il confine, completata nel 2021.
Salto di qualità (2023–2024)
Durante la guerra a Gaza i tunnel emergono come un’infrastruttura estesa e stratificata: centinaia di chilometri, migliaia di accessi, trappole e compartimenti. Non servono solo a combattere, ma a nascondersi e a nascondere gli ostaggi.
La rete non viene “distrutta” ma progressivamente resa inutilizzabile: mappatura, sigillatura, demolizioni mirate, controllo dei corridoi di confine. L’obiettivo è negarne l’uso, non eliminarla del tutto.
Chi ha il vantaggio
Nel sottosuolo il vantaggio passa alle organizzazioni armate; in superficie resta allo Stato. La guerra dei tunnel serve proprio a rovesciare questo equilibrio.
Parola chiave
Negazione: non eliminare ogni tunnel, ma impedire che il sottosuolo resti uno spazio sicuro e funzionale per il nemico,
La Valle del Giordano: geografia, storia, politica

