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⌥ La guerra che non doveva esistere

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Per anni ci hanno spiegato che con l’Iran si trattava, si conteneva, si gestiva. Una crisi permanente, certo, ma governabile. Tavoli, mediazioni, linee rosse che nessuno avrebbe davvero superato. Poi, in pochi giorni, saltano i vertici militari, partono le vendette, si colpiscono ambasciate, lo Stretto di Hormuz torna a essere una miccia e il prezzo del petrolio smette di essere un grafico per tornare a essere una minaccia.

Non è cambiato il mondo ma semmai è caduta la versione che ci raccontavano.

La guerra non è cominciata adesso ma era già lì, solo che faceva comodo chiamarla tensione. Era già lì quando Teheran armava milizie, quando si giocava a scacchi in Libano, quando si testavano i limiti senza mai dichiararli superati. Era già lì mentre l’Europa parlava di de-escalation e si affidava all’ONU come se fosse ancora il Novecento. La novità è che adesso non si può più fingere. Gli Stati Uniti si muovono in ordine sparso, la NATO scricchiola, Bruxelles rincorre, e il Medio Oriente torna a essere quello che è sempre stato: un luogo dove la forza conta più delle formule.

La verità è semplice e scomoda. Non è la guerra che è iniziata ma semmai è finzione ad essere finita.


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