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Il Punto. La Francia, Macron tra fragilità interna e ambizioni globali

Parigi misura il proprio ruolo in un’Europa inquieta

Paolo Montesi

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Il Punto. La Francia, Macron tra fragilità interna e ambizioni globali

Della Douce France sembra ci sia rimasto poco di dolce. Il Paese attraversa una stagione in cui la stabilità istituzionale convive con un’irrequietezza sociale che affiora a intervalli regolari e costringe l’Eliseo a muoversi con estrema cautela. Emmanuel Macron, rieletto nel 2022 e ora impegnato nell’ultima fase del suo mandato, governa senza una maggioranza parlamentare pienamente autosufficiente e deve quindi negoziare ogni riforma con un’Assemblea nazionale frammentata, dove la sinistra radicale e la destra nazionalista hanno consolidato una presenza capace di influenzare l’agenda pubblica.

La riforma delle pensioni, approvata tra proteste di piazza e ricorso a strumenti costituzionali che hanno evitato il voto parlamentare, ha lasciato un segno profondo nel rapporto tra governo e opinione pubblica. I sindacati mantengono una capacità di mobilitazione significativa, mentre una parte della società percepisce una distanza crescente tra le élite politiche e le periferie urbane. In questo clima si inseriscono le tensioni legate alla sicurezza e all’integrazione, aggravate dagli episodi di violenza che periodicamente esplodono nei quartieri più esposti e abitati dalla immigrazione islamica ormai da decenni ed è permanente fino all’esasperazione il dibattito sulla gestione dell’immigrazione e sull’equilibrio tra libertà individuali e ordine pubblico.

Sul piano economico, la Francia cerca di conciliare disciplina di bilancio e sostegno alla competitività industriale. L’inflazione, che ha colpito l’intera area euro, ha messo sotto pressione il potere d’acquisto, mentre il governo ha varato misure di sostegno energetico per attenuare l’impatto dell’aumento dei prezzi. Il deficit resta sotto osservazione da parte delle istituzioni europee, in un contesto in cui Parigi ambisce a guidare il rilancio dell’industria strategica continentale, dall’aerospazio al nucleare civile. La centralità del settore energetico, con il rilancio del programma nucleare annunciato dall’Eliseo, riflette la volontà di rafforzare l’autonomia nazionale in un’Europa segnata dalla guerra in Ucraina e dalla ridefinizione delle catene di approvvigionamento.

In politica estera la Francia continua a rivendicare un ruolo autonomo, mantenendo un dialogo costante con Washington ma cercando al contempo di preservare spazi di iniziativa propria. La guerra in Ucraina ha rafforzato l’impegno militare francese nel fianco orientale della NATO, mentre in Africa Parigi sta riconsiderando la propria presenza dopo una serie di ritiri forzati dal Sahel che hanno ridimensionato l’influenza tradizionale nella regione. Sul Medio Oriente, l’Eliseo mantiene una linea che combina sostegno alla sicurezza di Israele con richiami alla protezione dei civili palestinesi, posizione che suscita consensi e critiche a seconda degli interlocutori.

Il fronte interno resta il terreno decisivo. L’ascesa del Rassemblement National, il partito di destra nazionalista guidato da Marine Le Pen, che capitalizza il malcontento sociale e propone una revisione profonda delle politiche migratorie e dell’integrazione europea, rappresenta la principale incognita in vista delle prossime scadenze elettorali. Al tempo stesso, la sinistra cerca di riorganizzarsi attorno a un programma che intreccia giustizia sociale e transizione ecologica.

La Francia si trova così in un passaggio delicato, in cui la solidità delle sue istituzioni deve confrontarsi con un corpo sociale frammentato e con un contesto internazionale instabile. Macron scommette sulla capacità del Paese di restare motore dell’integrazione europea e attore globale influente, ma il successo di questa strategia dipenderà dalla tenuta interna e dalla possibilità di ricostruire un patto di fiducia tra Stato e cittadini. In gioco non vi è soltanto l’esito di un mandato presidenziale, bensì la direzione che la Repubblica intende imprimere al proprio futuro nel cuore di un continente attraversato da trasformazioni profonde.


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