Per oltre settant’anni la Finlandia ha costruito la propria sicurezza su un equilibrio sottile, fatto di prudenza nei confronti della Russia e di integrazione progressiva nell’Occidente politico ed economico. Quel modello, che durante la Guerra fredda era stato definito con un termine spesso usato in modo polemico come “finlandizzazione”, si fondava sull’idea che la prossimità geografica imponesse cautela e realismo. L’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022 ha spazzato via le residue ambiguità e ha convinto una larga maggioranza dell’opinione pubblica che la neutralità militare non fosse più una garanzia sufficiente.
L’ingresso nella Nato nel 2023 ha segnato una svolta storica, compiuta con rapidità e con un consenso politico trasversale raro nella tradizione finlandese. Con i suoi oltre mille chilometri di confine con la Russia, Helsinki rappresenta oggi uno dei punti più sensibili dell’Alleanza atlantica, e il rafforzamento della difesa territoriale è diventato una priorità concreta. La Finlandia dispone di forze armate ben addestrate e di un sistema di mobilitazione che coinvolge ampie fasce della popolazione maschile, elemento che ha facilitato l’integrazione nelle strutture Nato. Allo stesso tempo, il governo ha aumentato la spesa militare e consolidato la cooperazione con Stati Uniti e Paesi nordici, in particolare con la Svezia, anch’essa entrata nell’Alleanza nel 2024.
Sul piano interno, la Finlandia resta una democrazia solida, con istituzioni trasparenti e un livello di fiducia pubblica elevato, ma non è immune dalle difficoltà che attraversano l’Europa. La crescita economica ha risentito del rallentamento globale e della fine delle forniture energetiche russe, che in passato avevano rappresentato una quota significativa delle importazioni. Il governo guidato da Petteri Orpo, sostenuto da una coalizione che include anche i Veri Finlandesi, ha adottato misure di rigore sui conti pubblici e ha promosso una linea più severa sull’immigrazione, segno di un mutamento nel clima politico rispetto agli anni in cui il modello nordico sembrava inattaccabile.
Le relazioni con l’Unione europea sono strette e prive delle ambiguità che caratterizzano altri Paesi della regione. Helsinki sostiene con convinzione la linea di fermezza verso Mosca e partecipa attivamente alle politiche comuni su sanzioni ed energia, consapevole che la propria sicurezza è ormai intrecciata in modo irreversibile a quella dei partner europei.
Per quanto riguarda Israele, la Finlandia mantiene rapporti diplomatici e commerciali regolari, con scambi significativi nei settori tecnologico, della cybersicurezza e dell’innovazione. La cooperazione scientifica tra università e centri di ricerca è cresciuta negli ultimi anni, favorita da un ecosistema finlandese attento alle start-up e alla digitalizzazione. Tuttavia, sul piano politico Helsinki si colloca tradizionalmente su posizioni vicine al consenso europeo in materia di Medio Oriente, sostenendo la soluzione dei due Stati e difendendo con costanza il rispetto del diritto internazionale.
Dopo il 7 ottobre 2023, il governo finlandese ha condannato l’attacco di Hamas senza esitazioni, riaffermando il diritto di Israele a difendersi, ma ha contemporaneamente sottolineato la necessità di proteggere la popolazione civile a Gaza. Questa linea, che mira a tenere insieme sicurezza e principi umanitari, ha generato un dibattito pubblico acceso ma non lacerante, in un Paese dove la politica estera tende a essere affrontata con pragmatismo e con una certa sobrietà.
La Finlandia si trova oggi in una posizione che non avrebbe immaginato solo pochi anni fa. È passata da una neutralità vigilata a un impegno pieno nella Nato, rafforzando la propria collocazione occidentale senza rinunciare alla cautela che la sua storia le ha insegnato. La sfida consiste nel mantenere coesione interna e credibilità internazionale in un contesto in cui le linee di frattura si sono fatte più nette, e nel dimostrare che la scelta di campo compiuta non è un gesto emotivo ma l’esito di una valutazione lucida delle trasformazioni in atto.
Il Punto. La Finlandia alla frontiera della nuova Europa