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⌥ La difesa dell’indifendibile

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Quando perfino Germania, Francia e Italia arrivano a chiedere le dimissioni di una relatrice speciale dell’Onu, significa che la misura è colma. E invece no. Il Comitato di coordinamento delle Nazioni Unite ha deciso che Francesca Albanese non solo deve restare al suo posto, ma va difesa dalle “vili campagne di disinformazione” dei ministri europei. Capovolgimento perfetto: chi denuncia viene accusato, chi accusa resta intoccabile.

Albanese, relatrice per i Territori palestinesi, ha parlato a una conferenza di Al Jazeera evocando un’umanità con un “nemico comune” mentre denunciava il sostegno internazionale a Israele. Poi ha corretto, negato, spiegato di non aver mai detto che Israele sarebbe il nemico dell’umanità. Peccato che il problema non sia una frase isolata, ma un curriculum ideologico lungo anni: dal riferimento alla “lobby ebraica” che controllerebbe gli Stati Uniti fino alla sistematica rilettura del 7 ottobre come fatto da contestualizzare, quasi una reazione comprensibile.

Non basta. Ha parlato di genocidio, ha accostato il governo israeliano al Terzo Reich, ha paragonato Netanyahu a Hitler. Eppure per l’Onu il vero scandalo è che alcuni governi europei abbiano osato protestare. Addirittura si suggerisce che quei ministri dovrebbero impegnarsi a portare Israele davanti alla Corte penale internazionale.

Qui non siamo davanti a un arbitro imparziale, ma a un attivismo politico travestito da mandato tecnico. E l’idea che non esista neppure un precedente per rimuovere un relatore speciale dice molto su come funziona il sistema: indipendenti quando attaccano Israele, intoccabili quando superano ogni limite.

La verità è semplice e sgradevole. Se l’ossessione anti-israeliana diventa un lasciapassare permanente dentro le istituzioni internazionali, allora la questione non riguarda la signora Francesca Albanese ma l’istituzione che la protegge. Come diceva il buon Ben Gurion: l’Onu è niente (in ebraico è un gioco di parole impossibile da rendere in italiano, ma il senso è chiaro a tutti noi e da molto tempo).


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