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Intervista a Vita Damanti: Giorno della Memoria cancellato a colpi di circolari

Parla la coraggiosa insegnante del liceo di Caltagirone dove il ricordo della Shoah vorrebbe essere sostituito da un dibattito ideologico sul “genocidio”

Luisa Ciuni

Tempo di Lettura: 4 min
Intervista a Vita Diamanti: Giorno della Memoria cancellato a colpi di circolari

Una circolare, una delle tante che arrivano ogni giorno nelle scuole. All’apparenza innocua. Un invito a ripensare, in un dibattito aperto al pubblico e in particolare agli studenti, il concetto di genocidio. Un tema che da solo basterebbe a mettere in difficoltà studiosi che da anni lavorano sull’argomento. Uno di quegli argomenti che spaccano i polsi a studiosi di vaglio, a gente che lavora sull’argomento da anni. Ma che importa? La Shoah diventa un tema da affrontare in qualche ora con i giovani, ma anche con Amnesty e Medici senza Frontiere. Probabilmente in puro stile propal. Invece che celebrare il Giorno della Memoria.

“Quando mi sono accorta della circolare”, spiega la professoressa Vita Damanti, insegnante di materie letterarie al liceo Bonaventura Secusio di Caltagirone, “ho sentito la necessità di far conoscere questa iniziativa subdola e, a mio avviso, anche oscena, legata al Giorno della Memoria”.

Nulla è stato ancora deciso ufficialmente all’interno dell’istituto, ma il tentativo dei promotori del dibattito è chiaro: sostituire alle iniziative sulla Shoah quelle sul genocidio, nella – neanche troppo velata – equivalenza “Sterminio degli ebrei e Sterminio di Gaza”, vecchia tesi cara ai propal secondo cui Israele sta agendo come i nazisti.

“Del resto, il documento di cui parla la dottoressa Damanti è esplicito. Intitolato ‘Educare alla memoria’, recita:

‘In vista della Giornata della Memoria, il Gruppo Consiliare Libertà è Partecipazione esprime la sua vicinanza all’argomento attraverso il progetto Educare alla memoria, con lo scopo di sensibilizzare la comunità studentesca, promuovendo una riflessione critica sul valore della vita, sulla memoria storica e sul ruolo attivo che ciascuno può avere nel contrastare l’indifferenza e la disumanizzazione. Il progetto comprende due fasi: il 2 febbraio si svolgerà un evento in presenza presso Le Ciminiere alle 9:30, il cui tema sarà il concetto di genocidio, trattato mescolando passato e attualità. L’incontro verrà trasmesso via Meet negli istituti superiori che aderiranno, mentre i rappresentanti di istituto e della Consulta degli studenti saranno invitati a presenziare. Ospiti: Matteo Saudino, Salvatore Distefano, Medici senza Frontiere e Amnesty.’”

“L’evento si svolgerà a Catania perché Le Ciminiere sono uno spazio pubblico”, prosegue Damanti. “Dal 27 gennaio, inoltre, partirà un concorso per i giovani nella libreria Legatoria Prampolini, sempre in città.”

Un’esca. Un concorso a premi, apparentemente innocuo, per attirare studenti proprio il 27 gennaio, sottrarli alle iniziative dedicate alla Shoah e poi indirizzarli, pochi giorni dopo, verso un dibattito su Gaza, carico di implicazioni politiche e ideologiche.

“L’iniziativa è promossa dal gruppo consiliare Libertà è Partecipazione”, prosegue Damanti, “che, mi sono informata, nasce all’Università fra persone di estrema sinistra”.

Anche se per ora la circolare non ha prodotto effetti concreti all’interno del liceo, il clima che si respira è lo stesso di molte altre scuole italiane: una progressiva rimozione del 27 gennaio.

“Ormai mi sento come una bollicina dell’acqua Lete, molto sola nelle mie prese di posizione”, racconta Damanti.

“Nell’ultima assemblea scolastica ho preso la parola per dire che si stava affermando qualcosa di falso, e quello che mi ha colpita non è stato tanto l’atteggiamento degli studenti quanto quello dei docenti. Siamo noi il problema.”

“Posso dire con certezza che tra gli insegnanti la conoscenza del mondo in cui viviamo è spesso poverissima, e così la propaganda attecchisce.”

La docente ricorda come, in occasione di uno sciopero, molti colleghi e studenti abbiano partecipato indossando la kefiah, cosa mai avvenuta per le rivendicazioni sindacali della scuola.

“Molti ragazzi, invece, mi hanno sostenuta. Insegno qui da più di vent’anni e ho un mio seguito. Chiedo da tempo di insegnare Geostoria, lavoro senza libro di testo, con il giornale e le cartine mute, per aiutare a capire il passato e la realtà di oggi.”

A Vita Damanti è andata meglio che ad altri. È stata ascoltata, non insultata.

In molte scuole, e ancor più nelle università, chi non si allinea alle posizioni propal spesso non ha neppure diritto di parola.

“Il 2 febbraio sarò in servizio, altrimenti sarei andata a quel dibattito sul genocidio”, conclude. “So già che sarà un evento autoreferenziale, senza alcuna voce realmente diversa.”

Nel frattempo, mentre scriviamo, al liceo Bonaventura Secusio il 27 gennaio non è previsto nulla.

“La propaganda propal è riuscita nel suo intento”, dice Damanti. “Il Giorno della Memoria è stato svuotato del suo significato. Nessuna attività, nessun evento. Anche il tradizionale discorso del sindaco alla Giudecca della città è stato cancellato. Non c’è nulla.”

E purtroppo c’è poco da aggiungere. Perché è esattamente così.


Intervista a Vita Damanti: Giorno della Memoria cancellato a colpi di circolari
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