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⌥ Il tappeto rosso e lo stretto chiuso

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Il mondo si stringe attorno allo stretto di Hormuz, petroliere che rallentano, assicurazioni che impazziscono, governi che fanno i conti con una parola dimenticata: rischio. Intanto, sul tappeto rosso, Javier Bardem prende la parola e ci spiega la morale del momento. Il contrasto è insieme grottesco e tristemente rivelatore. Da una parte la geografia, il petrolio, le navi militari e dall’altra il bisogno compulsivo di dire la cosa giusta davanti alle telecamere giuste.

Per anni ci siamo raccontati che la politica fosse un linguaggio, una postura, una dichiarazione ben calibrata. Che bastasse stare dalla parte corretta della frase. Adesso qualcuno minaccia di chiudere un choke point e il mondo scopre che la realtà non è un discorso, è un passaggio obbligato largo poche miglia. O passa il petrolio, o si ferma tutto.

E allora Bardem parla davanti a una Hollywood plaudente e l’Europa firma appelli. Peccato che nessuno di loro possa riaprire uno stretto ma solo raccontare che andrà tutto bene. È l’ultima illusione, pensare che basti dire qualcosa per evitare che accada. Poi arriva una nave, si ferma e la realtà si prende la scena senza chiedere il permesso.


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