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⌥ Il prezzo della morale al litro

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Finalmente è tutto più chiaro. C’è un momento preciso in cui i principi smettono di essere principi e diventano lusso. Di solito coincide con il pieno alla pompa. Le cronache che si leggono sui giornali lo raccontano senza pudore: italiani contrari alle missioni militari, diffidenti verso ogni coinvolgimento, sono pronti a comprare petrolio russo pur di non pagare di più. Guardate che qui non si tratta di incoerenza, ma semmai di gerarchie. Prima viene il comfort, poi tutto il resto. La politica estera diventa una questione domestica nel senso più letterale: bollette, carburante e aria condizionata. Tutto quanto il resto è pura scenografia morale, utile finché non costa.

Per anni abbiamo ci siamo raccontati un sacco di balle rassicuranti come quella che le democrazie stanno dalla parte giusta e i regimi da quella sbagliata. Poi arriva una crisi energetica e quella linea si sfuma in fretta. E’ che non serve neppure cambiare idea, basta cambiare fornitore.
La verità è meno chic e più solida: non esiste politica senza energia, e quando l’energia scarseggia, anche le convinzioni diventano negoziabili.

l cittadino occidentale non è ipocrita, è coerente con un sistema che gli ha insegnato che il benessere (il proprio, naturalmente) è l’unico diritto che non si discute e finché la guerra resta lontana, possiamo permetterci di giudicarla, ma appena si avvicina al portafoglio, allora cominciamo a trattare. E a quel punto non è più una questione di valori, ma di prezzo.


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