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Il Negev. Ben-Gurion, il deserto come visione

Setteottobre

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Il Negev. Ben-Gurion, il deserto come visione

Dove siamo

Il Negev è il grande deserto che occupa circa il 60 per cento del territorio di Israele, estendendosi da Be’er Sheva fino a Eilat. È una regione arida, scarsamente popolata, con condizioni climatiche dure e risorse naturali limitate, ma con una profondità strategica decisiva.

Ben-Gurion e l’idea del deserto

Per David Ben-Gurion il Negev non era un margine, ma il centro del progetto sionista. Fin dagli anni Quaranta sosteneva che il futuro di Israele si sarebbe giocato lì, non sulla costa già urbanizzata. Il deserto rappresentava una sfida storica, ma anche una promessa di rinascita nazionale.

Il deserto come laboratorio

Ben-Gurion vedeva nel Negev un banco di prova: rendere fertile l’arido, costruire comunità dove non c’era nulla, dimostrare che lo Stato ebraico non era solo rifugio, ma progetto creativo e produttivo. Agricoltura, ricerca scientifica, gestione dell’acqua e sviluppo tecnologico diventano strumenti politici, non semplici politiche settoriali.

Una scelta personale e simbolica

Nel 1953 Ben-Gurion lascia Tel Aviv e si stabilisce nel kibbutz di Sde Boker. Non è un gesto folcloristico, ma una dichiarazione politica: la leadership deve condividere il destino delle periferie e anticipare il futuro che propone. Il Negev non va amministrato da lontano, va abitato.

Sicurezza e sovranità

Il Negev ha anche una funzione strategica essenziale: garantisce profondità territoriale, continuità geografica e controllo delle direttrici meridionali. Per Ben-Gurion, sviluppo e sicurezza erano inseparabili: popolare il deserto significava rendere irreversibile la presenza statale.

Una visione di lungo periodo

La scommessa sul Negev non produce risultati immediati. È pensata in termini generazionali. Università, basi militari, infrastrutture, ricerca sul clima e sull’acqua nascono da questa impostazione: costruire oggi ciò che servirà domani.

Perché il Negev conta ancora

Il Negev resta uno spazio incompiuto e conteso, ma è anche il luogo in cui l’idea originaria di Israele come progetto nazionale prende la sua forma più radicale. Non adattarsi al territorio, ma trasformarlo. Non occupare lo spazio, ma dargli senso.

Capire il Negev significa capire Ben-Gurion

E capire Ben-Gurion significa capire che, per Israele, il deserto non è mai stato vuoto: è sempre stato una visione.


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