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Il Mediterraneo orientale e il gas israeliano

Setteottobre

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Il Mediterraneo orientale e il gas israeliano

La scoperta che cambia il quadro energetico

Per decenni Israele è stato un paese quasi privo di risorse energetiche proprie e fortemente dipendente dalle importazioni. Questa situazione è cambiata radicalmente a partire dalla fine degli anni Duemila, quando nel Mediterraneo orientale sono stati scoperti importanti giacimenti di gas naturale al largo delle coste israeliane. Le scoperte dei campi Tamar nel 2009 e Leviathan nel 2010 hanno trasformato il paese da importatore energetico a potenziale esportatore di gas.

Dove si trovano i giacimenti

I principali giacimenti israeliani si trovano nel Mediterraneo orientale, a decine di chilometri dalla costa tra Haifa e Ashkelon. Tamar è stato il primo grande campo a entrare in produzione nel 2013 e fornisce una parte significativa del fabbisogno energetico interno. Leviathan, ancora più grande, è entrato in funzione alcuni anni dopo e rappresenta la principale riserva di gas del paese. Questi giacimenti si trovano all’interno della zona economica esclusiva israeliana secondo la delimitazione marittima adottata da Israele.

Il gas e l’economia israeliana

L’arrivo del gas naturale ha avuto un impatto profondo sull’economia israeliana. Il gas ha progressivamente sostituito il carbone nella produzione di elettricità, riducendo i costi energetici e le emissioni inquinanti. Allo stesso tempo ha creato nuove entrate fiscali e un fondo sovrano destinato a investimenti pubblici di lungo periodo. L’energia è diventata anche uno strumento di politica economica e diplomatica.

Le esportazioni regionali

Israele esporta già parte del proprio gas verso i paesi vicini. Accordi energetici sono stati firmati con Giordania ed Egitto, che utilizza anche i propri impianti di liquefazione per esportare gas verso altri mercati. In questo modo il gas israeliano è entrato nel sistema energetico regionale del Mediterraneo orientale, contribuendo a nuove forme di cooperazione economica tra paesi che in passato avevano rapporti limitati.

Le tensioni nel Mediterraneo orientale

La scoperta di risorse energetiche nella regione ha anche generato nuove tensioni geopolitiche. Nel Mediterraneo orientale diversi paesi rivendicano zone economiche marittime sovrapposte o contestate. Le dispute tra Turchia, Grecia e Cipro sulle delimitazioni marittime sono uno degli esempi più evidenti di questa competizione. Anche Israele ha affrontato in passato una disputa con il Libano sulla delimitazione dei confini marittimi, risolta con un accordo mediato dagli Stati Uniti nel 2022.

Il gas come strumento geopolitico

Il gas naturale ha dato a Israele un nuovo ruolo energetico nella regione. Il paese è entrato in forum regionali dedicati alla cooperazione energetica, come il Forum del Gas del Mediterraneo Orientale, insieme a paesi come Egitto, Grecia e Cipro. Questa cooperazione ha rafforzato relazioni diplomatiche e strategiche che negli anni precedenti erano molto più fragili.

Perché il Mediterraneo orientale conta

Il Mediterraneo orientale è diventato negli ultimi anni una delle nuove frontiere energetiche del mondo. Le risorse di gas presenti nei fondali marini hanno ridisegnato le relazioni economiche e politiche tra diversi paesi della regione. Per Israele il gas non è soltanto una fonte di energia ma anche uno strumento di sicurezza economica e di influenza diplomatica in uno spazio geopolitico sempre più competitivo.


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