Che cos’è il corridoio Filadelfia
Il corridoio Filadelfia è una stretta fascia di territorio lunga circa quattordici chilometri che corre lungo il confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto, dalla costa mediterranea fino al valico di Kerem Shalom. Si tratta di una zona di confine che segue il tracciato stabilito dagli accordi tra Israele ed Egitto dopo il trattato di pace del 1979. Dal punto di vista militare e strategico questo corridoio è sempre stato considerato uno dei punti più sensibili dell’intera Striscia di Gaza.
Perché è importante
Il corridoio controlla l’unico confine terrestre di Gaza che non è direttamente a contatto con Israele. Per questo motivo nel corso degli anni è diventato uno dei principali punti di passaggio per il contrabbando di armi, materiali e merci verso la Striscia. Sotto la città di Rafah si è sviluppata nel tempo una rete di tunnel sotterranei utilizzata per aggirare i controlli di frontiera. Questa rete ha avuto un ruolo centrale nell’approvvigionamento di Hamas e di altri gruppi armati presenti nella Striscia.
Il periodo del controllo israeliano
Dopo gli accordi di Oslo e fino al 2005 Israele mantenne il controllo militare diretto del corridoio Filadelfia. Le forze israeliane pattugliavano l’area proprio per impedire il passaggio di armi e combattenti attraverso il confine con l’Egitto. In quegli anni l’esercito israeliano condusse numerose operazioni per individuare e distruggere i tunnel sotterranei che partivano dalla città di Rafah.
Il ritiro del 2005
Nel 2005 Israele si ritirò unilateralmente dalla Striscia di Gaza e abbandonò anche il controllo diretto del corridoio Filadelfia. Dopo il ritiro l’area passò formalmente sotto il controllo delle autorità palestinesi e dell’Egitto. Due anni dopo Hamas prese il potere nella Striscia di Gaza, trasformando radicalmente l’equilibrio politico e militare della zona.
Il ruolo dei tunnel
Negli anni successivi la rete di tunnel lungo il corridoio Filadelfia è diventata uno degli elementi chiave della capacità militare di Hamas. Attraverso questi passaggi sotterranei sono entrati nella Striscia armi, esplosivi, componenti tecnologiche e altri materiali utilizzati per la costruzione di razzi e infrastrutture militari. Il controllo di questo corridoio è quindi strettamente legato alla questione del riarmo delle organizzazioni armate a Gaza.
La guerra dopo il 7 ottobre
Dopo l’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023 e l’inizio della guerra a Gaza, il corridoio Filadelfia è tornato al centro del dibattito strategico israeliano. Israele ha sostenuto che senza il controllo di questo confine sarebbe impossibile impedire il flusso di armi verso Hamas. Per questo motivo l’esercito israeliano ha indicato più volte la zona di Rafah e il corridoio Filadelfia come uno dei nodi decisivi della campagna militare.
Il nodo politico e diplomatico
Il corridoio Filadelfia non è solo una questione militare ma anche diplomatica. L’area tocca direttamente il confine egiziano e qualsiasi cambiamento nel controllo della zona coinvolge inevitabilmente il Cairo. L’Egitto considera il confine con Gaza una questione di sicurezza nazionale e ha sempre cercato di evitare che la guerra nella Striscia si estendesse sul proprio territorio.
Perché il corridoio resta decisivo
Il corridoio Filadelfia è uno dei punti più piccoli sulla carta geografica del conflitto israelo-palestinese, ma ha un peso strategico enorme. Controllarlo significa controllare uno dei principali accessi alla Striscia di Gaza. Per questo motivo la questione del corridoio continuerà a essere centrale in qualsiasi discussione sul futuro politico e militare di Gaza dopo la guerra iniziata con gli attacchi del 7 ottobre.
Il Waqf sul Monte del Tempio / Har HaBayit