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Il Congresso USA indaga su Wikipedia per possibili manipolazioni dei contenuti

Barbara Covili

Tempo di Lettura: 3 min
Il Congresso USA indaga su Wikipedia per possibili manipolazioni dei contenuti

Ne avevamo già parlato in un post di qualche tempo fa sui social di Setteottobre, e avevamo già allora segnalato il problema relativo alla manipolazione dei contenuti sulla piattaforma Wikipedia, utilizzata in tutto il mondo da oltre 100 milioni di utenti attivi al mese e con 64 milioni di articoli in 7100 lingue.

Ora i Repubblicani della Commissione “House Committee on Oversight and Government Reform”, guidata da James Comer, insieme alla sottocommissione sulla Cybersecurity, hanno avviato un’indagine formale su Wikipedia. Al centro delle accuse, riportate da diverse testate americane, ci sono i presunti tentativi di “iniettare pregiudizi” negli articoli attraverso operazioni orchestrate da attori stranieri o istituzioni accademiche finanziate dai contribuenti statunitensi.

In una lettera indirizzata alla CEO della Wikimedia Foundation, Maryana Iskander, i legislatori chiedono documenti e comunicazioni che possano dimostrare se siano state condotte campagne coordinate per alterare contenuti relativi a temi geopolitici sensibili. Particolare attenzione è rivolta alle voci sul conflitto israelo-palestinese, accusate di veicolare informazioni antisemite e anti-israeliane.

La Commissione cita inoltre un rapporto dell’Atlantic Council che individua operazioni filorusse mirate a diffondere messaggi favorevoli al Cremlino attraverso voci di Wikipedia in varie lingue. A sostegno delle accuse vengono menzionati anche studi dell’Anti-Defamation League, secondo cui gruppi di editor avrebbero agito in modo coordinato per censurare informazioni favorevoli a Israele.

Accanto a queste denunce, emerge un ulteriore fronte: la qualità e fedeltà delle traduzioni, soprattutto in arabo. Diverse analisi hanno segnalato come alcune versioni linguistiche presentino bias politici e distorsioni. In particolare, l’edizione araba è stata accusata di minimizzare gli attacchi di Hamas o di sottovalutare il ruolo dell’Iran, offrendo quindi una narrazione parziale rispetto ai testi originali. Anche rapporti dell’Unione Europea hanno sottolineato che proprio la Wikipedia in arabo è tra le più colpite da campagne di disinformazione, con contenuti pro-Cremlino e narrazioni anti-occidentali.

A questo si aggiungono i casi di vandalismi e conflitti di interesse, documentati dalla stessa Wikimedia Foundation. Nel 2022, l’organizzazione ha preso provvedimenti contro alcuni contributori dell’area MENA (Medio Oriente e Nord Africa) accusati di editare con fini propagandistici, ad esempio alterando voci sensibili come quelle legate all’Arabia Saudita o all’omicidio Khashoggi. Episodi che dimostrano quanto alcune versioni linguistiche possano essere vulnerabili a manipolazioni politiche ed editoriali sistematiche.

Il Congresso chiede ora a Wikimedia di chiarire: quali misure esistano per prevenire infiltrazioni e pregiudizi; quali siano i meccanismi di controllo degli ArbCom (comitati di arbitraggio); quali dati siano disponibili sul numero di conflitti editoriali, revisioni e inversioni di modifiche sospette. La scadenza fissata è il 10 settembre.

Wikimedia Foundation ha dichiarato di aver ricevuto la richiesta e si è detta pronta a collaborare, difendendo l’integrità del modello basato sul lavoro volontario e sulle regole di neutralità e verificabilità. Resta aperto, però, il nodo di fondo: come garantire imparzialità in un’enciclopedia globale e collaborativa, quando le pressioni geopolitiche si fanno sempre più forti e le traduzioni stesse diventano terreno di manipolazione.


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