Google ha annunciato il completamento dell’acquisizione della startup israeliana Wiz per 32 miliardi di dollari, una cifra che segna contemporaneamente due record. Da una parte rappresenta la più grande acquisizione mai realizzata dal gruppo di Mountain View, dall’altra costituisce la più importante exit nella storia dell’ecosistema tecnologico israeliano, un sistema industriale che negli ultimi vent’anni ha costruito una reputazione globale nella sicurezza informatica e nelle tecnologie legate al cloud. L’operazione era stata annunciata il 18 marzo 2025 e da allora era rimasta sospesa in attesa delle autorizzazioni normative nei diversi paesi in cui le due aziende operano; con il via libera definitivo delle autorità competenti, l’accordo è ora entrato nella sua fase operativa.
Wiz entrerà a far parte della divisione Google Cloud, pur mantenendo il proprio marchio e la propria autonomia operativa, una scelta che riflette la posizione conquistata dall’azienda nel settore della sicurezza informatica per il cloud. Fondata nel 2020 da Assaf Rappaport, Ami Luttwak, Roy Reznik e Yinon Kostika, tutti veterani dell’unità tecnologica dell’intelligence israeliana e già protagonisti di precedenti esperienze imprenditoriali, Wiz ha costruito in pochi anni una piattaforma capace di individuare vulnerabilità nei sistemi cloud delle grandi organizzazioni con una rapidità e una profondità di analisi che le hanno permesso di conquistare clienti tra le maggiori aziende mondiali.
L’integrazione con Google Cloud avviene in una fase in cui la sicurezza informatica sta assumendo un peso crescente all’interno delle infrastrutture digitali globali, perché governi, imprese e istituzioni stanno trasferendo una quota sempre più ampia delle proprie attività nel cloud e, di conseguenza, espongono dati e sistemi critici a nuove forme di attacco. Secondo diversi rapporti del settore, gli aggressori utilizzano strumenti di intelligenza artificiale per automatizzare la ricerca di vulnerabilità e per accelerare le intrusioni nei sistemi informatici, circostanza che ha reso la sicurezza una priorità strategica per le grandi piattaforme tecnologiche.
Google ha spiegato che l’acquisizione mira a rafforzare la capacità di protezione delle infrastrutture cloud proprio in questo nuovo scenario tecnologico, nel quale la quantità di dati e applicazioni trasferite online continua a crescere a un ritmo sostenuto. Wiz continuerà a sviluppare soluzioni compatibili con le principali piattaforme cloud concorrenti, tra cui AWS di Amazon, Azure di Microsoft e Oracle Cloud, un dettaglio significativo perché segnala la volontà di mantenere il carattere multipiattaforma che ha contribuito al successo della società.
Nel mondo tecnologico israeliano l’annuncio è stato accolto con una certa enfasi, anche perché l’operazione arriva in un momento delicato per il paese, segnato da tensioni regionali e da una lunga stagione di instabilità politica. Yinon Kostika, uno dei fondatori dell’azienda, ha definito la conclusione dell’accordo “un giorno storico”, sottolineando il valore simbolico di un’operazione che proietta un’azienda nata appena sei anni fa ai vertici del mercato globale della sicurezza informatica.
La dimensione economica dell’operazione racconta qualcosa anche del ruolo che Israele continua a giocare nel panorama tecnologico mondiale. Il paese ospita centinaia di startup attive nella sicurezza digitale e nel software cloud, molte delle quali fondate da ex membri delle unità tecnologiche dell’esercito e dell’intelligence, una filiera che negli anni ha attirato capitali internazionali e partnership con i grandi gruppi americani.
L’acquisizione di Wiz da parte di Google rappresenta quindi molto più di una semplice operazione finanziaria, perché conferma la centralità dell’innovazione israeliana in un settore che è diventato uno dei campi decisivi della competizione tecnologica globale.
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