C’è una foto che vale più di mille analisi politiche. Non perché dica qualcosa di nuovo, ma perché certifica una resa. Il cosiddetto campo largo – largo come un campo santo, appunto – si fa ritrarre compatto dietro due bandiere palestinesi e un poster con il volto di Marwan Barghouti, elevato a santo e martire di riserva, buono per ogni stagione e soprattutto utilissimo quando mancano idee, parole, e perfino il coraggio di porsi una domanda vera.
Dietro quella bandiera ci sono i leader delle opposizioni insieme a Fadwa Barghouti, moglie del detenuto palestinese, in un incontro ospitato a Roma all’ufficio del Parlamento europeo dal sindaco di Riace ed europarlamentare Domenico Lucano. Intervengono Cecilia Strada, Annalisa Corrado e Leoluca Orlando. Il quadro è completo. La foto pure.
Il problema non è la solidarietà, parola nobile che qui viene però usata come surrogato del pensiero. Il problema è la posa. Quella posa grave, compunta, un po’ liturgica, che pretende di trasformare un’adesione ideologica in una scelta morale indiscutibile. Sventolare una bandiera diventa più importante che spiegare, distinguere, capire. E soprattutto: più importante che assumersi una responsabilità politica che vada oltre il riflesso condizionato.
Barghouti, in questo scenario, è l’icona perfetta. È lontano, è mitizzato, è sufficientemente astratto da non costringere nessuno a fare i conti con la realtà concreta, con la storia, con la violenza, con le ambiguità. Diventa il Mandela di cartapesta di una sinistra che ha smesso di studiare il Medio Oriente ma non ha smesso di impartire lezioni morali a chiunque osi non allinearsi.
Le parole pronunciate all’incontro – l’Europa complice, l’Occidente silente, Israele che vuole “eliminare il popolo palestinese” – scorrono come un rosario stanco. Nessuna domanda, nessuna frizione interna, nessun dubbio che incrini la certezza di essere dalla parte giusta. È una fede politica, non un’analisi. Ed è proprio questo che rende la scena così tristemente rivelatrice.
Quella foto non scandalizza. Non indigna. Fa peggio: intristisce.
Il Campo Santo Largo
Il Campo Santo Largo
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