Di cosa si parla
Di due grandi processi per crimini nazisti celebrati dopo la Shoah, centrali per il diritto penale internazionale e per la memoria dell’Olocausto.
Processo Eichmann
Chi: Adolf Eichmann, funzionario SS, uno dei principali organizzatori della deportazione degli ebrei.
Dove e quando: Gerusalemme, 1961.
Accusa: crimini contro l’umanità, crimini di guerra, crimini contro il popolo ebraico.
Esito: condanna a morte ed esecuzione nel 1962.
Perché conta: rende pubblica e centrale la voce dei sopravvissuti; afferma che “obbedire agli ordini” non è una difesa.
Processo Demjanjuk
Chi: John Demjanjuk, immigrato negli Stati Uniti, accusato di essere una guardia nei campi di sterminio.
Dove e quando: prima Israele (anni ’80), poi Germania (2011).
Accusa: complicità nell’uccisione di decine di migliaia di ebrei a Sobibor.
Esito: condanna in Germania; muore prima della sentenza definitiva.
Perché conta: basta aver partecipato al funzionamento di un campo di sterminio per essere colpevoli, anche senza prove di singoli omicidi.
Differenza chiave
Eichmann: il burocrate che organizza lo sterminio.
Demjanjuk: l’ingranaggio che lo rende possibile.
Punto giuridico
Responsabilità individuale anche a distanza di decenni, anche senza “pistola fumante”.
Parola chiave
Imprescrittibilità.
I processi Eichmann e Demjanjuk

