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Har Homa, Gilo, Ramat Shlomo: i quartieri che tornano sempre nei negoziati

Setteottobre

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Har Homa, Gilo, Ramat Shlomo: i quartieri che tornano sempre nei negoziati

Cos’è

Har Homa, Gilo e Ramat Shlomo sono quartieri israeliani costruiti oltre la Linea Verde del 1949, all’interno dei confini municipali estesi di Gerusalemme dopo il 1967. Per Israele sono quartieri della capitale; per i palestinesi e gran parte della comunità internazionale sono insediamenti in territorio occupato. Questa ambiguità giuridica e politica li rende ricorrenti in ogni fase negoziale.

Perché sono importanti

Questi quartieri non sono avamposti isolati, ma aree urbanizzate dense, con decine di migliaia di residenti, infrastrutture, scuole e collegamenti diretti con Gerusalemme Ovest. Proprio per questo sono considerati da Israele parte integrante della città e, allo stesso tempo, rappresentano per i palestinesi una delle principali prove della “giudaizzazione” di Gerusalemme Est. Ogni loro espansione viene letta come un fatto irreversibile sul terreno.

Har Homa

Har Homa, noto anche come Jabal Abu Ghneim, si trova a sud-est di Gerusalemme, tra Betlemme e il quartiere di Talpiot. La sua costruzione, avviata negli anni Novanta, ha suscitato fin dall’inizio forti proteste palestinesi e internazionali perché interrompe la continuità territoriale tra Gerusalemme Est e Betlemme. Har Homa è diventato il simbolo dell’espansione “verso sud” della città e uno dei dossier più sensibili nei colloqui su Gerusalemme.

Gilo

Gilo è uno dei quartieri oltre la Linea Verde più grandi e più antichi, costruito negli anni Settanta a sud-ovest di Gerusalemme. Durante la Seconda Intifada è stato spesso bersaglio di attacchi provenienti da Betlemme, rafforzando in Israele la percezione di Gilo come quartiere da difendere a ogni costo. Nei negoziati, Gilo viene quasi sempre incluso nei blocchi che Israele intende mantenere in caso di accordo, in cambio di compensazioni territoriali.

Ramat Shlomo

Ramat Shlomo si trova a nord di Gerusalemme, in un’area a forte presenza ultraortodossa. È diventato celebre a livello internazionale nel 2010, quando l’annuncio di nuove costruzioni durante una visita ufficiale del vicepresidente statunitense Biden provocò una crisi diplomatica con Washington. Ramat Shlomo rappresenta il fronte “settentrionale” della questione: la continuità ebraica tra Gerusalemme Ovest e i quartieri a nord-est.

Perché tornano sempre

Questi quartieri riemergono nei negoziati perché concentrano tre elementi chiave: demografia, geografia e simbolismo. Demografia, perché ospitano popolazioni numerose difficilmente evacuabili. Geografia, perché incidono sulla continuità territoriale palestinese attorno a Gerusalemme Est. Simbolismo, perché toccano lo status della città più contesa del conflitto. Ogni annuncio edilizio viene letto come una dichiarazione politica, anche quando è presentato come semplice pianificazione urbana.

Cosa dicono le parti

Israele considera Har Homa, Gilo e Ramat Shlomo quartieri non negoziabili o comunque destinati a restare sotto sovranità israeliana in qualsiasi accordo realistico. I palestinesi li vedono invece come parte del problema strutturale che rende impraticabile una capitale palestinese a Gerusalemme Est. La comunità internazionale, pur distinguendo spesso tra grandi blocchi e avamposti isolati, continua a considerarli un ostacolo alla soluzione dei due Stati.

Cosa rivelano davvero

Har Homa, Gilo e Ramat Shlomo mostrano che il conflitto su Gerusalemme non è astratto, ma fatto di case, strade, quartieri vivi. Non sono solo “punti sulla mappa”, ma luoghi abitati che rendono ogni compromesso politicamente esplosivo. È per questo che tornano sempre: perché incarnano, in forma urbana, l’irrisolto centrale del conflitto israelo-palestinese.


Har Homa, Gilo, Ramat Shlomo: i quartieri che tornano sempre nei negoziati