Ben lontana dall’essere neutralizzata, Hamas continua ad avere a propria disposizione strumenti micidiali per Israele. Samuel Ben-Ur e Aaron Goren, analisti di ricerca presso la Foundation for Defense of Democracies, evidenziano come la situazione nella Striscia di Gaza resti estremamente instabile, nonostante i ripetuti tentativi di cessate il fuoco. Mentre Stati Uniti e Israele continuano a coordinare attacchi contro la Repubblica islamica dell’Iran, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) mantengono un livello costante di operazioni contro Hamas e altri gruppi armati palestinesi nella Striscia.
Gaza è ancora divisa dalla cosiddetta Linea Gialla, una linea di separazione operativa che distingue le aree sotto controllo israeliano da quelle dove Hamas conserva influenza. Il piano di pace in 20 punti del presidente statunitense Donald Trump, fermo nella sua seconda fase che prevede il disarmo totale di Hamas, non ha impedito ai gruppi palestinesi di tentare infiltrazioni e attacchi contro le truppe israeliane. Tra il 28 febbraio e il 6 aprile, secondo le IDF, ci sono state almeno 22 violazioni del cessate il fuoco, e 139 complessivamente dall’entrata in vigore della tregua lo scorso ottobre.
Oltre alle operazioni sul campo, Hamas ha adottato strategie più aggressive. Il movimento terrorista palestinese ha incoraggiato attivamente i cittadini di Gaza a rapire soldati israeliani come leva per liberare prigionieri palestinesi e arabi, approfittando di tensioni legislative in Israele, tra cui l’approvazione da parte della Knesset della legge sulla pena di morte. Il portavoce delle Brigate Izz ad-Din al-Qassam ha espressamente esortato anche l’organizzazione terroristica Hezbollah, definita “la Resistenza islamica in Libano”, a intensificare i propri sforzi in questa direzione. L’obiettivo dichiarato è utilizzare i rapimenti come strumento politico e militare per ottenere concessioni e rafforzare la posizione di Hamas nella regione.
Negli ultimi mesi le forze israeliane hanno dovuto reagire rapidamente a numerosi episodi sul terreno: il 21 e il 22 febbraio hanno individuato terroristi che avevano oltrepassato la Linea Gialla, avvicinandosi in modo pericoloso alle truppe. Le IDF hanno poi reso noto che i sospetti sono stati neutralizzati sul posto per eliminare una minaccia immediata. Nei giorni successivi simili episodi si sono ripetuti nella Striscia settentrionale, dove unità dell’esercito israeliano hanno identificato gruppi armati e, in coordinamento con l’aviazione, hanno effettuato attacchi mirati per eliminare la minaccia.
Le operazioni non si sono limitate alla Striscia settentrionale. A Rafah e Khan Younis, nel sud dell’exclave palestinese, le IDF hanno scoperto e neutralizzato diversi membri di Hamas mentre cercavano di organizzare attacchi contro le truppe. I soldati israeliani hanno risposto al fuoco aperto dai terroristi, eliminando gli aggressori e sequestrando armi e depositi bellici. Anche comandanti chiave come Kamal Ayash, responsabile dell’unità anticarro di Hamas, sono stati eliminati in seguito a tentativi di attacchi contro le forze israeliane.
Tra metà e fine marzo le IDF hanno continuato a operare lungo tutta la Striscia. Yahyah Abu Labda, che coordinava la produzione di razzi e la fornitura di componenti avanzate, e Muhammad Abu Shalal, legato all’intelligence di Hamas, sono stati neutralizzati. Allo stesso tempo, le truppe israeliane hanno individuato cellule armate in movimento, compresi membri della rete navale di Hamas, colpendo i terroristi prima che potessero entrare in azione.
E nei primi giorni di aprile le operazioni sono proseguite con la stessa intensità. Una cellula armata nella Striscia settentrionale è stata eliminata appena individuata vicino alle truppe israeliane, mentre nella zona centrale di Gaza le IDF hanno neutralizzato uno dei responsabili del contrabbando di armi per Hamas. Questi episodi confermano quanto sia fragile la tregua e quanto difficile sia mantenere la stabilità in un contesto di tensioni costanti. Ogni violazione del cessate il fuoco può rapidamente degenerare, costringendo le IDF a una vigilanza continua e a interventi immediati per prevenire attacchi contro Israele.
Intanto, secondo quanto riportato dal New York Times e confermato da quattro diplomatici informati sui colloqui, il Board of Peace istituito da Trump sta esercitando forte pressione su Hamas per finalizzare un accordo di smilitarizzazione di Gaza entro la fine della settimana.
’organismo internazionale, creato per supervisionare il cessate il fuoco in vigore da sei mesi, chiede ad Hamas di rinunciare alla maggior parte delle armi e di condividere le mappe dei tunnel sotterranei. L’obiettivo è garantire un cessate il fuoco duraturo, anche mentre Stati Uniti e Israele seguono la situazione con l’Iran. I rappresentanti del Board e di Hamas dovrebbero incontrarsi al Cairo martedì per concludere l’accordo, ma la scadenza potrebbe essere soggetta a cambiamenti.
Hamas non arretra: Gaza resta un campo di battaglia