Cos’è
Hadera è una città della pianura costiera israeliana, nel distretto di Haifa, collocata quasi esattamente a metà strada tra Tel Aviv e Haifa. Non è una metropoli e non ha l’aura di altre città più celebrate, ma occupa una posizione strategica nel corridoio centrale del Paese, lungo l’asse ferroviario e autostradale che tiene insieme il cuore economico d’Israele.
Il nome
Deriva dall’arabo Wadi al-Khudeira, legato al concetto di “verde”. Un verde che, alla fine dell’Ottocento, significava paludi e malaria più che fertilità romantica.
Origini
Fondata nel 1891 da pionieri legati a Hovevei Zion, Hadera nacque su terreni difficili, in gran parte acquitrinosi. La bonifica fu lunga e costosa in termini umani. Gli eucalipti piantati per prosciugare il terreno sono diventati parte del paesaggio e della memoria collettiva. È una delle storie classiche del primo insediamento ebraico: idealismo, fatica fisica, malattie, tenacia.
Identità
Hadera è Israele senza effetti speciali. È cresciuta come centro regionale, con un tessuto sociale composito che ha assorbito diverse ondate migratorie, incluse quelle provenienti dall’ex Unione Sovietica e dall’Etiopia. Non è città ideologica, non è capitale culturale, non è polo high-tech di punta. È una città intermedia, concreta, che vive di lavoro, servizi, industria e collegamenti.
Il simbolo
Sulla costa sorge la centrale elettrica Orot Rabin, una delle più grandi del Paese. Le sue ciminiere sono diventate parte del profilo urbano, nel bene e nel male. Energia, industria, infrastruttura: Hadera porta addosso questa dimensione materiale di Israele, quella che non fa slogan ma tiene accese le luci.
In sintesi
Più che un’eccezione, Hadera può essere considerata una sintesi tra bonifica e modernizzazione, memoria pionieristica e urbanizzazione contemporanea. Un luogo che racconta un pezzo di storia israeliana meno patinato e proprio per questo più rivelatore.
Hadera

