Cosa sono?
Gli Accordi di Camp David sono due intese firmate nel settembre 1978 tra Israele ed Egitto, con la mediazione decisiva del presidente USA Jimmy Carter nella residenza presidenziale di Camp David, nel Maryland. A negoziare furono il primo ministro israeliano Menachem Begin e il presidente egiziano Anwar Sadat, in un vertice durato tredici giorni di trattative intense e riservate.
Perché sono importanti?
Segnarono la fine di trent’anni di conflitti arabo-israeliani e aprirono la strada al trattato di pace Israele–Egitto del 1979, il primo accordo di pace tra Israele e uno Stato arabo. In base agli impegni presi, Israele accettò di restituire l’intera penisola del Sinai, conquistata nella Guerra dei Sei Giorni del 1967, in cambio della pace e del riconoscimento diplomatico da parte dell’Egitto.
Cosa prevedono?
Il primo quadro riguardava la pace tra Israele ed Egitto: ritiro militare israeliano a fasi, smilitarizzazione del Sinai, libertà di navigazione nel Canale di Suez e nello Stretto di Tiran. Il secondo quadro, dedicato alla questione palestinese, prevedeva un periodo di autonomia limitata per Cisgiordania e Gaza, con elezioni locali e negoziati sullo status finale; questa parte non fu mai pienamente attuata.
Impatto storico
Gli accordi valsero a Begin e Sadat il Premio Nobel per la Pace, ma provocarono dure reazioni nel mondo arabo: l’Egitto fu temporaneamente espulso dalla Lega Araba e Sadat venne assassinato nel 1981 da estremisti islamisti. Nonostante le tensioni, il trattato di pace firmato nel 1979 ha retto fino a oggi, trasformando il rapporto tra Israele ed Egitto e aprendo una nuova fase nella diplomazia mediorientale.
Gli Accordi di Camp David Gli Accordi di Camp David Gli Accordi di Camp David