Proprio mentre Madrid mostra ostilità politica nei confronti di Gerusalemme, Berlino risponde accrescendo la propria vicinanza e sessant’anni di relazioni diplomatiche tra Germania e Israele vengono celebrati con una scelta che guarda meno alla memoria e molto di più al futuro industriale dei due paesi. Berlino e Gerusalemme hanno infatti annunciato il lancio di una nuova strategia economica congiunta destinata ad approfondire la cooperazione commerciale e tecnologica, un programma che arriva mentre Israele continua a combattere sul fronte di Gaza e mentre l’Europa attraversa una fase di forte incertezza strategica.
L’iniziativa è stata elaborata dal ministro israeliano dell’Economia Nir Barkat insieme alla sua omologa tedesca Katherina Reiche e viene presentata come un piano articolato che intende saldare in modo più stretto la capacità di innovazione israeliana con la potenza industriale tedesca. Il commercio bilaterale tra i due paesi si avvicina già ai nove miliardi di euro all’anno, ma l’obiettivo dichiarato è far crescere ulteriormente questo volume trasformando la Germania nel principale partner economico europeo dello Stato ebraico.
Barkat ha sottolineato il significato politico dell’accordo in un momento in cui Israele si trova nel mezzo di un conflitto regionale. Rafforzare il partenariato con Berlino rappresenta, nelle parole del ministro, un segnale concreto di sostegno economico e morale e al tempo stesso uno strumento per permettere alle imprese israeliane di utilizzare la Germania come piattaforma privilegiata per entrare nel mercato europeo.
Da parte tedesca il messaggio non è stato meno esplicito. La ministra dell’Economia ha invitato le aziende tecnologiche israeliane a stabilire in Germania la loro base operativa europea, indicando Berlino come il principale hub continentale per le start-up provenienti da Israele e ribadendo che il governo federale considera strategico l’approfondimento dei rapporti economici tra i due paesi.
Il piano di cooperazione si sviluppa lungo alcune direttrici precise che riflettono le priorità tecnologiche e industriali di entrambe le economie. La prima riguarda la creazione di un’alleanza per l’innovazione capace di mettere in contatto diretto grandi gruppi industriali tedeschi e start-up israeliane, con particolare attenzione alle tecnologie produttive avanzate e alla cosiddetta Industry 4.0. Un secondo capitolo prevede programmi di ricerca comuni nel campo dell’intelligenza artificiale, dell’informatica quantistica e della microelettronica, ambiti in cui Israele dispone di un ecosistema tecnologico tra i più dinamici al mondo.
Un terzo settore di cooperazione riguarda l’energia e le infrastrutture strategiche. Berlino guarda con interesse alle risorse di gas del Mediterraneo orientale e allo sviluppo di nuove filiere energetiche, compreso l’idrogeno verde, mentre la collaborazione si estende anche alla protezione cibernetica delle infrastrutture critiche, ambito nel quale Israele è considerato uno dei paesi più avanzati.
La dimensione geopolitica del progetto emerge con chiarezza anche nel capitolo dedicato alla sicurezza e ai corridoi economici internazionali. Il piano contempla infatti una maggiore integrazione delle tecnologie di difesa israeliane nell’architettura di sicurezza europea e il coinvolgimento di Israele nel grande corridoio economico che dovrebbe collegare India, Medio Oriente ed Europa, progetto sostenuto dagli Stati Uniti e da diversi governi occidentali.
Accanto a queste iniziative è prevista la creazione di un forum economico permanente tra imprese tedesche e israeliane, pensato per facilitare l’accesso agli investitori, semplificare i rapporti con le autorità regolatorie e accelerare la nascita di nuove partnership industriali. Le rappresentanze economiche israeliane a Berlino e Monaco avranno il compito di accompagnare le aziende interessate e di ridurre gli ostacoli burocratici che spesso rallentano l’ingresso nel mercato europeo.
Nel pieno di un periodo segnato da guerre regionali e da un clima internazionale instabile, la scelta di Berlino e Gerusalemme indica che il rapporto tra le due economie continua a rafforzarsi. Il messaggio politico che accompagna l’annuncio è chiaro e riguarda tanto l’industria quanto la diplomazia europea. Germania e Israele intendono costruire un asse economico più stretto proprio mentre il contesto geopolitico rende sempre più preziose le alleanze tecnologiche e industriali tra paesi che condividono interessi strategici.
Germania e Israele rilanciano l’asse economico