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Eitan Na’eh: l’uomo che ha trasformato la diplomazia in amicizia

La storia di una amicizia per sempre

Ahdeya Ahmed

Tempo di Lettura: 6 min
Eitan Na’eh: l’uomo che ha trasformato la diplomazia in amicizia

Questa è la storia di un’amicizia nata a un crocevia della storia. Quando il mio Paese e Israele hanno firmato gli Accordi di Abramo, si è trattato di un passo diplomatico monumentale. Ma per me è stato anche l’inizio di qualcosa di profondamente personale: un legame che non aveva nulla a che fare con la politica e tutto a che fare con una connessione umana autentica. Poco tempo dopo la firma degli accordi, ho incontrato Eitan Na’eh, il primo ambasciatore di Israele in Bahrain, e poi sua moglie Cheryl. Allora non potevo sapere che Eitan e Cheryl sarebbero diventati tra i miei amici più cari.

Dopo la loro partenza dal Bahrain, la nostra amicizia è rimasta intatta. Eitan diceva spesso che esistono amici per una stagione, amici per una ragione e amici per sempre. Mi ripeteva sempre che saremmo stati amici per sempre. E aveva ragione.
Quando quel cuore così bello di Eitan si è fermato, qualcosa di profondo si è fermato anche dentro tutti noi. Una parte dei nostri cuori si è spezzata in un modo che non guarirà mai del tutto.

Penso a Cheryl. Penso alle sue lacrime preziose. E penso alle lacrime di Maya e Itai mentre salutavano il loro padre. In questa ultima settimana non ho nemmeno avuto il coraggio di sentire la voce di Cheryl. Nessuna parola di cordoglio può esprimere ciò che provo. Mi ritrovo ad aspettare il momento in cui i nostri sguardi si incroceranno, e forse solo allora riuscirò finalmente a dire ciò che il mio cuore sta portando con sé.
Cheryl non è soltanto la moglie del mio amico. In questi anni è diventata come una sorella per me. E c’è un tipo di dolore particolare nel vedere soffrire qualcuno che ami, sapendo che non c’è assolutamente nulla che tu possa fare per alleviare quella sofferenza. Questa impotenza, questa incapacità di aggiustare, proteggere, cambiare qualsiasi cosa, ci spezza in un modo che le parole non riescono a descrivere.

Eitan continuerà a vivere attraverso i suoi figli, Maya e Itai. E un giorno, quando la piccola Romi, la sua nipotina di cui era così orgoglioso e felice, crescerà, le racconteremo chi era suo nonno. Le parleremo della sua gentilezza, dei suoi valori e del bellissimo cuore che portava con sé.
Non ho bisogno di guardare delle fotografie per ricordare Eitan. Ci sono persone che restano nei nostri cuori e nelle nostre menti anche senza immagini. Ci sono i ricordi. C’è il sorriso. Ci sono stati momenti di sostegno, momenti di gioia, momenti di tristezza, momenti che ci hanno uniti e resi una famiglia.

Voglio scrivere di Eitan non solo come ambasciatore, anche se lo è stato in modo straordinario, ma come amico. Era un uomo patriottico, che credeva nella pace e desiderava davvero un mondo migliore per tutti. Entrava in ogni stanza con un sorriso capace di illuminarla e una risata che metteva immediatamente le persone a proprio agio. Aveva una presenza rara: calda, sincera, profondamente umana. Diceva spesso che, se riuscissimo a vedere l’umanità gli uni negli altri, capiremmo che tutti desideriamo le stesse cose: una vita migliore per i nostri figli e un mondo più sicuro e più gentile per le generazioni future.

Era un uomo di pace nel senso più autentico del termine. Credeva che anche i piccoli sforzi verso la comprensione potessero contribuire a creare un mondo migliore. Credeva che il dialogo fosse importante, che le relazioni fossero importanti e che la fiducia tra le persone contasse ancora più degli accordi firmati sulla carta.

Ma questa non è solo la mia storia con Eitan. È la storia di molti dei suoi amici. In Bahrain e ovunque abbia prestato servizio, Eitan aveva un dono raro: quello di trasformare i rapporti professionali in vere amicizie. Sapeva ascoltare. Si prendeva cura degli altri. Ricordava i dettagli della tua vita, della tua famiglia, delle tue preoccupazioni e delle tue speranze. E, per quanto fosse impegnato, riusciva sempre a farti sentire che il tempo trascorso insieme contava davvero.

Cheryl è stata una parte essenziale di questa storia. Insieme hanno aperto i loro cuori e la loro casa e, grazie a loro, molti di noi hanno imparato che la diplomazia non riguarda solo incontri e protocolli, ma soprattutto persone, fiducia e legami umani sinceri.
Abbiamo parlato di tante cose: della vita, dei nostri figli, del futuro della regione e del tipo di mondo che vogliamo lasciare alla prossima generazione. Credeva davvero che, in fondo, siamo molto più simili di quanto siamo diversi.

Ci sono tante persone che attraversano le nostre vite. Alcune le conosciamo per decenni, senza mai diventare davvero intime. E poi ci sono quelle che entrano nelle nostre vite per un tempo molto più breve e che, in qualche modo, diventano parte della nostra anima, del nostro cuore, di ciò che siamo. Quattro anni di amicizia con Eitan e Cheryl mi hanno insegnato che non è il tempo a definire la profondità di una relazione. È il cuore.

Era anche un uomo che accettava le sfide. Affrontava missioni difficili non per prestigio, ma perché credeva di poter fare la differenza, anche se piccola. Credeva che ogni passo, anche minimo, verso la comprensione avesse valore.
Oggi, quando penso a lui, non penso solo a un ambasciatore o a una figura pubblica. Penso a un amico. Penso a un fratello. Penso a un uomo che riempiva ogni stanza in cui entrava di gentilezza, calore e di un sorriso contagioso.
E così, questa storia non finisce qui.

Continua a vivere attraverso i suoi figli, Maya e Itai. Continua a vivere attraverso la piccola Romi. Continua a vivere attraverso Cheryl. E continua a vivere nei cuori dei suoi amici, amici che lo hanno davvero amato e che porteranno sempre con sé la sua memoria.

Questa storia è iniziata con gli Accordi di Abramo, con un momento di storia. Ma ciò che è diventata è qualcosa di molto più grande: un promemoria del fatto che, al di là della politica, dei confini e dei titoli, è la connessione umana quella che dura davvero.
E questa è l’eredità di Eitan: un’eredità di amicizia che va oltre la diplomazia e continua a vivere.


Ahdeya Ahmed

Ex presidente
Associazione dei giornalisti del Bahrain


Eitan Na’eh: l’uomo che ha trasformato la diplomazia in amicizia
Eitan Na’eh: l’uomo che ha trasformato la diplomazia in amicizia