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Dai Giusti di Nonantola… agli sbagliati di oggi

Andrea Fiore

Tempo di Lettura: 2 min
Dai Giusti di Nonantola… agli sbagliati di oggi

Ottant’anni fa un paese rischiò tutto per salvare 73 bambini ebrei. Oggi, troppi dimenticano quella lezione e lasciano che la stessa musica dell’odio continui a suonare.

Nonantola ci ha insegnato che la solidarietà non è un gesto eccezionale, ma un dovere normale. Oggi, però, sembra che molti italiani abbiano dimenticato quella lezione. E allora bisogna dirlo senza mezzi termini: anche se è cambiato il direttore d’orchestra, la musica è sempre la stessa. La caccia all’ebreo.

I volti, i contesti, i nemici cambiano. Ma la partitura dell’odio resta identica: delegittimare Israele, isolare il popolo ebraico, trasformare la memoria in un rito sterile mentre si chiude un occhio davanti alle nuove forme di antisemitismo. È una sinfonia che conosciamo fin troppo bene, e che non possiamo fingere di non sentire.

Il parco di Rosh Ha’ayin dedicato ai Giusti di Nonantola non è un giardino della nostalgia. È un avvertimento. Ci ricorda che ottant’anni fa c’erano italiani pronti a rischiare la vita per salvare bambini ebrei. Oggi, davanti a Israele che chiede solo di vivere in pace, senza paura e senza odio, la domanda è: chi avrà il coraggio di alzarsi e cambiare spartito?

La cultura italiana e quella israeliana si assomigliano più di quanto pensiamo: entrambe nascono dal valore della comunità, dalla forza della memoria, dalla dignità del lavoro e dalla centralità della famiglia. E anche se non si assomigliassero, resterebbe il rispetto reciproco come fondamento. Perché il confronto e lo scambio culturale non sono un lusso, ma la base stessa dell’umanità.

Se la musica dell’odio continua a suonare, è perché troppi restano in silenzio. Ma la storia ci insegna che basta un piccolo paese, un gesto di coraggio, una comunità che non si piega, per cambiare il ritmo. Nonantola lo ha fatto. Ora tocca a noi decidere se vogliamo restare spettatori o diventare protagonisti di una nuova partitura: quella della responsabilità, del rispetto e della pace.


Dai Giusti di Nonantola… agli sbagliati di oggi
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