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Crisi iraniana e sviluppi europei

È forse possibile alleanza tra Europa e Paesi del Golfo in affiancamento strategico agli Stati Uniti?

Vincenzo Petrone

Tempo di Lettura: 2 min
Crisi iraniana e sviluppi europei

Lo sviluppo travolgente delle operazioni militari americane e israeliane nelle ultime 72 ore sta mettendo in ombra un’importante novità che sembra farsi strada oggi. Le cancellerie dell’E3 europeo, ossia Germania, Gran Bretagna e Francia, starebbero discutendo ai massimi livelli la possibilità che i tre principali Paesi europei scendano in campo a protezione di Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, stazionando cacciabombardieri in basi britanniche o francesi nell’area.

La Giordania starebbe anch’essa considerando la possibilità di unirsi agli europei in una sorta di alleanza politico-militare che affiancherebbe gli Stati Uniti sul piano operativo, pur mantenendo una propria identità politica.

Il primo ministro britannico, dopo aver annunciato stamane che il Regno Unito concederà l’uso della base di Diego Garcia alla US Air Force, ha avviato nel primo pomeriggio consultazioni con Berlino e Parigi, con il principe Mohammed bin Salman a Riad, con lo sceicco Zayed bin Sultan ad Abu Dhabi e con il re di Giordania, Abd Allah II.

Difficile dire se questa alleanza sarà formalizzata o meno, ma sembra confermato che almeno due squadroni della Royal Air Force e dell’Armée de l’Air siano pronti al trasferimento nel Golfo.

Se queste indiscrezioni, per ora di corridoio, fossero confermate, ci troveremmo di fronte a una straordinaria convergenza tra Europa, Stati Uniti, Israele e monarchie del Golfo Persico per disegnare una versione inedita e allargata degli Accordi di Abramo.

Una convergenza che potrebbe riverberarsi positivamente sul futuro assetto di Gaza e dei territori palestinesi, oltre che sui negoziati per accordi di pace tra Israele e i Paesi arabi della regione.

Non è dato sapere se il governo italiano sia stato consultato e se abbia espresso disponibilità a un’intesa.


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