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Caso Pizzaballa. Distinguere tra aggressori e aggrediti

Israele accusata per aver protetto i cristiani dalle bombe degli ayatollah

Carlo Giovanardi

Tempo di Lettura: 2 min
Caso Pizzaballa. Distinguere tra aggressori e aggrediti

Vorrei premettere alcune considerazioni, basate su dati di fatto recenti, senza ripetere ancora una volta la storia dell’Olocausto e delle guerre di aggressione nei suoi confronti che Israele ha subito e vinto per sopravvivere sin dal momento della sua nascita. Mi limito pertanto a ricordare che il 7 ottobre 2023 Israele è stato brutalmente attaccato da Hamas con lo sterminio di 1200 uomini, donne e bambini ed il rapimento di 250 ostaggi, molti dei quali torturati ed eliminati successivamente in prigionia.

Diversamente da Hitler, che sterminava gli ebrei di nascosto, Hamas, Hezbollah e Iran, hanno filmato e reso pubblico ogni istante di quell’orrore e sostengono pubblicamente e formalmente il loro obiettivo di cancellare Israele “dal fiume al mare”.In questo contesto stiamo assistendo a una vera e propria guerra che ha coinvolto tutto il Medio Oriente, con Israele e Stati Uniti e i paesi del Golfo schierati da una parte e Iran e i suoi alleati dall’altra.

Purtroppo, come in tutte le guerre, la popolazione civile paga prezzi altissimi, colpita da razzi e droni usati a scopi terroristici anche nel centro delle città israeliane.

Apprezzate le circostanze, Israele aveva deciso di impedire per ragioni di sicurezza a tutti l’accesso ai Luoghi Santi: il Muro del Pianto per gli ebrei, la Basilica del Santo Sepolcro per i cristiani e la spianata delle Moschee per i musulmani.

Lo stesso Cardinale Pierbattista Pizzaballa parla adesso di fraintendimenti: “non ci siamo compresi”, dicendosi dispiaciuto per l’accaduto, mentre il premier israeliano Benyamin Netanyahu garantisce l’accesso per i riti della prossima Pasqua, sottolineando però il rischio di attacchi, come già avvenuto recentemente, in quella zona sprovvista di rifugi. E in effetti è difficile capire perché critiche così severe siano indirizzate agli israeliani e non a chi tutti i giorni li aggredisce con droni e missili.

Mi permetto allora, da amico della pace e amico di Israele, di considerare affrettate ed eccessive le reazioni, giunte da più parti, a questo “fraintendimento”, come se un antisemitismo sommerso continui ogni tanto a riaffiorare prepotentemente. Mentre da cristiano non smetto di ricordare che Gesù Cristo, la Vergine Maria e gli apostoli, se non sbaglio, erano tutti ebrei (definiti da San Giovanni Paolo II “i nostri fratelli maggiori”).


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