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Antisemiti Londra. Ambulanze a fuoco davanti a una sinagoga

Un gruppo islamico sconosciuto fino a poco tempo fa firma i vandalismi

Paolo Montesi

Tempo di Lettura: 4 min
Antisemiti Londra. Ambulanze a fuoco davanti a una sinagoga

Le ambulanze bruciano nel cuore della notte, a pochi metri da una sinagoga, in uno dei quartieri simbolo della presenza ebraica londinese. Non si tratta di vandalismo improvvisato né di un gesto isolato, perché dietro le fiamme che hanno distrutto quattro mezzi di soccorso a Golders Green emerge una struttura organizzata, capace di colpire in più Paesi e di rivendicare con freddezza operazioni coordinate contro obiettivi ebraici. È questo il dato che cambia la prospettiva e trasforma un episodio grave in un segnale strategico che l’Europa fatica ancora a leggere fino in fondo.

Secondo quanto riferito dal sito di intelligence SITE, il gruppo che si fa chiamare “Movimento islamico della mano destra”, ritenuto vicino all’Iran, ha rivendicato l’incendio doloso avvenuto intorno all’1:35 del mattino. Le immagini delle telecamere mostrano più uomini avvicinarsi alle ambulanze e allontanarsi pochi istanti prima che le fiamme divampino, con una precisione che lascia poco spazio all’improvvisazione. I mezzi appartenevano a Hatzala, organizzazione di volontariato che garantisce interventi di emergenza medica, quindi un servizio essenziale per la comunità e non un simbolo politico in senso stretto.

La scelta del bersaglio racconta molto più delle dichiarazioni ufficiali. Colpire ambulanze significa colpire la capacità di soccorso, cioè la vulnerabilità stessa di una comunità, e farlo davanti a una sinagoga significa trasformare un luogo religioso in un punto di pressione psicologica permanente. È una forma di intimidazione che si inserisce in una sequenza ormai riconoscibile, perché lo stesso gruppo ha rivendicato tentativi di attacco in Belgio, contro una sinagoga, nei Paesi Bassi contro una scuola ebraica ad Amsterdam e un incendio doloso a Rotterdam, oltre a un’azione in Grecia di cui restano ancora pochi dettagli pubblici.

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha parlato di episodio scioccante e ha ribadito che l’antisemitismo non ha posto nella società britannica, mentre il sindaco di Londra Sadiq Khan ha annunciato un rafforzamento della presenza di polizia. La Metropolitan Police tratta il caso come crimine d’odio antisemita e mantiene un presidio nella zona, ma il punto politico si sposta altrove, perché la reazione istituzionale appare ormai incardinata in un lessico prevedibile che fatica a intercettare la trasformazione del fenomeno.

Negli ultimi mesi, soprattutto dopo il 7 ottobre 2023, il Regno Unito ha registrato un aumento significativo degli episodi antisemiti, con un salto qualitativo che va oltre la dimensione delle aggressioni individuali o delle manifestazioni ostili. Il riferimento fatto dal Community Security Trust a un parallelismo con attacchi avvenuti a Liegi, Rotterdam e Amsterdam suggerisce una continuità operativa che attraversa i confini e che si muove lungo una rete informale, ma sempre più visibile.

L’ambasciata israeliana a Londra ha parlato apertamente di anni di odio sedimentato che ora si traducono in azioni dirette, chiedendo indagini approfondite e interventi concreti. È una richiesta che riflette una percezione diffusa tra le comunità ebraiche europee, quella di vivere dentro un clima che si è progressivamente deteriorato senza che le risposte politiche riuscissero a invertire la tendenza.

Il dato più inquietante riguarda proprio la comparsa improvvisa di un’organizzazione sconosciuta fino a poche settimane fa e già capace di rivendicare operazioni in più Paesi, con una comunicazione costruita attraverso video e messaggi che puntano a creare un effetto emulativo. La possibile affiliazione all’Iran introduce un livello ulteriore, perché inserisce questi episodi dentro una strategia più ampia, in cui la pressione sulle comunità ebraiche della diaspora diventa parte di un confronto che supera il piano locale.

In questo contesto, l’incendio delle ambulanze a Londra non resta un fatto isolato né un episodio simbolico, ma si configura come un test, una verifica della capacità di risposta delle autorità europee e della tenuta delle società che quelle comunità dovrebbero proteggere. Il rischio concreto è che, in assenza di una lettura lucida e di misure adeguate, la sequenza di attacchi continui a spostare in avanti la soglia di ciò che viene considerato accettabile, fino a rendere ordinario ciò che oggi appare ancora eccezionale.


Antisemiti Londra. Ambulanze a fuoco davanti a una sinagoga