Home > Scale Mobili > ⌥ Anche Andorra

⌥ Anche Andorra

Tempo di Lettura: 2 min


Un fantoccio con la stella di David appesa al petto, issato tra i palazzi come un trofeo. Poi impiccato, “giustiziato” a colpi di fucile a salve, infine bruciato tra gli applausi. È successo il 16 febbraio, durante il carnevale di Andorra la Vella. Non a Teheran, non in qualche campus americano in ebollizione ideologica. Ad Andorra. Un puntino tra Francia e Spagna che molti faticano a collocare sulla carta geografica.

Le immagini parlano da sole e fanno male. Quel manichino vestito di blu, con la stella di David disegnata sul capo, non era una caricatura generica di “Israele” o di un governo. Era un simbolo ebraico messo al rogo. E quando un simbolo ebraico viene impiccato e bruciato in pubblico, la storia non è mai neutra. È memoria che ritorna, è un riflesso antico che si riattiva.

Le autorità locali hanno parlato di “tradizione carnevalesca”, di gesto folkloristico sfuggito di mano. È l’argomento di sempre: era solo una maschera, solo una satira, solo una provocazione. Ma questa satira non è innocente come vorrebbero farci credere, né è casuale in un clima internazionale che rende l’ebreo – ancora una volta – il colpevole universale.

Se perfino Andorra, con i suoi settantamila abitanti e la sua aria da cartolina alpina, sente il bisogno di allenare i muscoli dell’odio, allora il problema non è periferico ma sistemico. Insomma, viviamo in un’epoca che ha smesso di vergognarsi, abitiamo un tempo in cui l’antisemitismo non si traveste più da allusione colta o da teoria accademica, ma torna alla forma più elementare: il corpo appeso, il fuoco, la folla.

Sapevamo che stava succedendo. Lo vediamo nelle università, nelle piazze, nei consigli comunali che votano boicottaggi simbolici. Eppure ogni volta che accade, anche in un micro-Stato che vive di turismo e banche, è un colpo al cuore. Perché significa che non c’è più “altrove” dove sentirsi al riparo.

Chiamatela regressione, chiamatela barbarie che riemerge quando la superficie civile si assottiglia. Io la chiamo per quello che è: un segno dei tempi. E i tempi, se questo è lo spettacolo, fanno abbastanza schifo.


Anche Andorra /span>