Chi è
Aharon Barak, nato nel 1936 a Kaunas (allora Lituania), è uno dei giuristi più influenti nella storia dello Stato di Israele. Sopravvissuto alla Shoah, arriva in Israele da bambino. Professore di diritto, poi procuratore generale, infine giudice e presidente della Corte Suprema, ha inciso come pochi sull’assetto costituzionale israeliano.
Il suo ruolo storico
Barak è l’architetto della cosiddetta “rivoluzione costituzionale” israeliana degli anni Novanta. In assenza di una Costituzione formale, sostiene che le Leggi Fondamentali abbiano valore costituzionale e che la Corte Suprema abbia il potere di annullare le leggi ordinarie in contrasto con esse. Con questa interpretazione amplia enormemente il ruolo del potere giudiziario.
La sua visione del diritto
La sua idea chiave è che “tutto è giustiziabile”: non esistono zone franche sottratte al controllo dei giudici, nemmeno in materia di sicurezza nazionale. Il diritto, per Barak, deve permeare ogni ambito dell’azione pubblica. La Corte non si limita a interpretare la legge, ma bilancia valori: sicurezza, diritti umani, interesse pubblico, ragionevolezza.
Perché conta
Ha trasformato la Corte Suprema in un attore centrale della vita politica israeliana. Per i suoi sostenitori è il garante ultimo dei diritti, il baluardo contro derive illiberali e maggioranze aggressive. Per i critici è l’uomo che ha spostato il baricentro del potere dai rappresentanti eletti ai giudici, creando un attivismo giudiziario senza vero contrappeso democratico.
Il nodo politico
Il suo lascito è al centro dello scontro che attraversa Israele da anni, esploso apertamente con il dibattito sulla riforma della giustizia. Barak è diventato il simbolo di una concezione “forte” della Corte Suprema, spesso contrapposta alla volontà parlamentare. Amato e detestato, citato e combattuto, è una figura che divide profondamente il Paese.
Eredità
Aharon Barak non è solo un ex giudice: è un paradigma. Nel bene o nel male, il modo in cui oggi Israele discute di democrazia, poteri dello Stato e limiti del governo passa ancora dal suo pensiero. Una figura impossibile da ignorare, soprattutto quando il diritto smette di essere neutro e diventa campo di battaglia.
Aharon Barak

