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8 marzo, la libertà delle donne e la lezione dell’Iran

Respingerla è una degenerazione morale che pesa sul nostro futuro

Luca Aniasi

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L’otto marzo non si festeggia: si ricorda, si onora, si interroga.La storia delle donne che hanno lottato, che hanno scioperato, che sono morte perché rivendicavano il diritto di disporre della propria vita, del proprio corpo e del proprio ruolo di cittadine, e la storia delle donne che lo stanno facendo ora e che muoiono ora nel mondo ispirano poco alla festa.

Tuttavia, è giusto essere orgogliosi e festeggiare ciò che qui c’è e altrove non c’è, o è minacciato, senza perdere di vista le conquiste ancora da ottenere.

Dacia Maraini, in un articolo pubblicato proprio l’otto marzo sul Corriere della Sera, ci ha ricordato che:

«È una fandonia sostenere che l’Occidente vuole imporre le sue regole che riguardano la libertà delle donne e la democrazia. La libertà è un bene che conoscono tutti, perfino un uccellino in gabbia sa cosa sia. Le donne iraniane, in questi giorni, lo stanno dimostrando con un coraggio ammirevole. La libertà non è un valore occidentale, ma universale. E di questo dovremmo essere orgogliosi.
In una Europa democratica, in cui tutti coloro che scappano dai totalitarismi vogliono venire. E invece sento che molti criticano severamente la pace europea e la stabilità economica, il diritto di movimento e la grande invenzione dell’Erasmus, che abbiamo conquistato dopo secoli di risse e guerre. Ma non mi sembra che coloro che la criticano tanto abbiano delle alternative degne di nota.
Le donne in Europa hanno diritti che da nessuna altra parte del mondo sono così avanzati. L’8 marzo dovremmo festeggiare la libertà democratica europea e l’emancipazione delle donne conquistata con secoli di battaglie».

Guardando fuori dall’Europa, è inevitabile chiedersi dove, oggi, la lotta delle donne sia più viva, dove si paghi il prezzo più alto, dove ci sia bisogno che il mondo guardi, alleyes on, come si dice oggi.

La risposta è immediata: l’Iran.

La storia delle donne in Iran è una storia di conquiste e arretramenti: diritti conquistati e poi tolti, voce alzata e poi soffocata, spazi aperti e poi richiusi.


8 marzo, la libertà delle donne e la lezione dell’Iran

Luca Aniasi
Presidente Nazionale della FIAP
Federazione Italiana Associazioni Partigiane